15.10.09

A me piacciono molto

KINGS OF CONVENIENCE 
Sold Out il concerto del 29 ottobre a Milano
ancora disponibili i biglietti per la data romana del 28 ottobre
28 ottobre 2009 – Roma – Auditorium Conciliazione
Prevendite aperte su Ticketone e Greenticket
Prezzi biglietto: 22/35 euro +d.p

29 ottobre 2009 – Milano – Conservatorio – Sold out
Prezzi biglietto: 22/35 euro +d.p


I Kings of Convenience tornano finalmente in Italia per presentare l'attesissimo nuovo album DECLARATION OF DEPENDENCE uscito per EMI il 25 settembre. 
Dopo 4 anni di attesa arriva in Italia per due imperdibili date a Roma e Milano il duo norvegese che ha incantato il mondo e raggiunto  le vette delle classifiche con i singoli Misread e I'd Rather Dance with You, estratti dal bellissimo album Riot on an Empty Street, uscito nel 2004 per Emi.

Il terzo album dei Kings Of Convenience, Declaration Of Dependence, é un disco meraviglioso per un sacco di ragioni. Per prima cosa, Eirik Bøe si trova ugualmente a suo agio nel parlare delle "idee serie" del disco così come nel ridere dei suoi momenti "bossanova intellettuali", mentre Erlend Øye é chiaramente eccitato dall'aver fatto "il disco pop più ritmico che sia mai stato fatto senza percussioni né batteria"Secondo, non c'è nessuno che faccia dischi come li fanno loro. "Quando abbiamo iniziato avevamo paura di suonare come altri artisti", dice Erlend. "Ma adesso ci sentiamo piuttosto soli".Ma la cosa che colpisce di più di questo album é quanto potentemente ricordi che fare musica non é un gioco, non é qualcosa da prendere sottogamba: questo disco é parte di un quadro molto più ampio, una relazione lunga e complicata che conosce i suoi buoni e i suoi cattivi momenti. Per essere in grado di fare una musica così apertamente emozionale bisogna essere pronti a mettere in gioco un sacco di sé, e a sviluppare l'abilità di essere brutalmente onesti circa le proprie idee. Declaration Of Dependence vede i Kings Of Convenience – una coppia di soggetti molto diversi, entrambi con un senso molto sviluppato di come fare le cose – afferrare il potere che hanno insieme. E anche più di questo, li sorprende ad ammettere quanto abbiano bisogno l'uno dell'altro per fare la musica che vogliono davvero fare. Un'onestà come questa non si verifica molto spesso nella musica pop.
 
Bello come vi aspettate, con canzoni come Second To Numb, Rule My World e 24-25 perfette come nulla che abbiano scritto finora. Declaration Of Dependence marca anche l'inizio di una nuova era per il duo. Il disco ha iniziato a prender forma nel febbraio del 2007, quando i due si sono ritagliati il tempo per una vacanza in Messico insieme. Il mese successivo hanno suonato insieme un concerto per la prima volta in più di due anni. E hanno sentito subito, insieme, la sensazione che c'era un altro disco da fare. "Davvero", dice Eirik. "Non avevamo scelta".
 
Eirik and Erlend ora vivono di nuovo a Bergen, con Erlend che ha traslocato dopo aver trascorso 5 anni a Berlino ("Volevo stare in un posto dove potessi camminare e camminare e camminare", dice ora della sua città adottiva. "Volevo perdermi in una città meravigliosa"). "'C'é un sacco di dolore creativoquando stiamo insieme", dice Erlend"La persona meno entusiasta tra tutte quelle che conosciamo é sempre l'altro. Vogliamo sempre che l'altra persona venga fuori con un'idea e che quell'idea sia superinnovativa!""Il modo in cui lavoriamo", dice Eirik, "é quello di lasciare che le cose si muovano naturalmente, e molto lentamente. I processi attraverso cui passiamo sono molto selettivi, il ché vuol dire che le canzoni che alla fine buttiamo fuori sono solo quelle che sono sopravvisute ai durissimi meccanismi di critica che ci presentiamo continuamente l'un l'altro. Bisogna essere capaci di lasciare andare alcune cose, é un po' come uccidere un proprio caro, ed é qualcosa che non smette mai di far male".

Quindi Declaration of Dependence é la storia di due persone che vivono insieme due vite molto diverse, capendo che sono immensamente più potenti insieme che da soli. In questo senso é il disco più adulto, più maturo che i Kings Of Conveinence abbiano mai fatto. 

12.10.09

E' utile vaccinare i bambini e le mamme contro l'influenza A? Un parere più autorevole del mio

Lettera ai genitori sulla "Nuova Influenza"

Il Dott. Eugenio Serravalle, Specialista in Pediatria Preventiva,
scrive
una lettera informativa ai genitori sull'influenza A/H1N1, valutando
l'utilità o meno di sottoporre i propri figli alla vaccinazione.

È importante essere a conoscenza dei dati oggettivi sulla diffusione e
presunta gravità e atipicità dell'influenza per poter scegliere in
maniera
consapevole e responsabile in un contesto - come quello attuale -
fortemente condizionato dai mezzi mediatici.

Vi preghiamo pertanto di diffondere questa lettera il più possibile:

*LETTERA AI GENITORI SULLA "NUOVA INFLUENZA"*

Cari genitori,

ogni giorno parliamo della nuova influenza, e mi chiedete se sia utile e
sicuro vaccinare i bambini.

La mia risposta è NO! Un 'no' motivato e ponderato, frutto delle
analisi
delle conoscenze fornite dalla letteratura medica internazionale. Un
'no'
controcorrente perché molti organismi pubblici, alcune società
scientifiche e i mezzi di comunicazione trasmettono messaggi
differenti:
avranno le loro ragioni.

Influenza stagionale e influenza A/H1N1: alcuni dati a confronto

L'epidemia, iniziata in Messico nel 2009, è di modesta gravità: il
virus
A/H1N1 si è dimostrato meno aggressivo della comune influenza
stagionale.
Si manifesta come qualsiasi forma influenzale: febbre, mal di testa,
dolori muscolari, nausea, diarrea tosse. Non sarà l'unica patologia che
colpirà i bambini in questo inverno, e non sarà facile distinguerla dai
circa 500 (tra tipi e sottotipi) virus capaci di infettare i bambini. I
test rapidi per identificare il virus dell'influenza A hanno poca
sensibilità (dal 10 al 60%). Il test quindi non garantisce con
certezza se
si tratti di influenza A/H1N1.

Sembra però essere un virus molto contagioso, ed è stato dichiarato lo
stato di pandemia. La sola parola-pandemia-fa paura. Ma questa
definizione
è stata appositamente modificata, facendo scomparire il criterio della
gravità, cioè della mortalità che la malattia può provocare. La nuova
influenza può colpire più persone, pare, ma provoca meno morti di
qualunque altra influenza trascorsa. La mortalità, ossia il numero di
persone morte rispetto ai casi segnalati, registrata finora nei paesi
dove
l'A/H1N1 è circolato ampiamente è dello 0,3% in Europa e dello 0,4%
negli
USA. In realtà potrebbe essere ancora inferiore. Perché generalmente i
casi con sintomi lievi sfuggono alla sorveglianza (e quindi i contagiati
possono essere molti di più), ed alcuni decessi possono essere dovuti ad
altre cause e non al virus (anche se ad esso viene data la
responsabilità).

Non deve meravigliare: purtroppo si può, e si muore, di influenza, se si
soffre di una patologia cronica, di una malformazione organica, di una
malattia immunitaria, o se si è anziani.

Le cifre variano in base alla fonte dei dati. Per esempio in Gran
Bretagna
sono stati registrati 30 morti su centomila casi e negli USA solo 302
su
un milione di casi. Nell'inverno australe (che coincide con l'estate in
Italia) in Argentina sono morte circa 350 persone, in Cile 128 ed in
Nuova
Zelanda 16. Quasi alla fine dell'inverno australe, sinora nel mondo
intero
si sono avuti 2501 decessi. Per fare un paragone, si calcola che in
Spagna, durante un inverno "normale" i decessi per influenza stagionale
sono circa 1500-3000.

La mortalità per influenza A riguarda prevalentemente persone di età
minore di 65 anni, in quanto i soggetti di età superiore sembrano
avere un
certo grado di protezione, a seguito di epidemie passate dovute a virus
simili.

Il 90% dei decessi per influenza stagionale riguarda persone sopra i 65
anni di età, l'influenza A colpisce invece prevalentemente persone di
età
inferiore (solo il 10% dei casi mortali si colloca nella fascia di età
sopra i 65 anni). Ma, in numero assoluto, l'influenza A provoca pochi
decessi tra i giovani; negli USA ogni anno muoiono per influenza
stagionale circa 3600 persone sotto i 65 anni, mentre finora ne sono
morte
324 nella stessa fascia di età per influenza A. In Australia ogni
anno per
l'influenza stagionale muoiono circa 310 persone sotto i di 65 anni. A
inverno ormai terminato, ne sono morte 132 per influenza A, di cui circa
119 sotto i 65 anni.

Perchè allora il panico?

Quanto successo nei Paesi dell'Emisfero australe ci rassicura:
l'influenza
A semplicemente arriva a colpire (leggermente) molte persone. Eppure i
mezzi di informazione hanno creato il panico. E' un tipico esempio di
"invenzione delle malattie" (disease mongering). Non si tratta della
prima
volta. Nel 2005 l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) aveva
previsto fino a sette milioni di morti per l'influenza aviaria. Alla
fine
i morti furono 262. Si tratto' di un gravissimo errore prognostico?

Secondo una delle maggiori banche di affari del mondo (JP Morgan)
l'attuale vendita di farmaci anti-influenzali e di vaccini muoverebbe
un
giro di oltre 10 miliardi di dollari.

I medicinali funzionano?

Non esiste alcun trattamento preventivo: i farmaci antivirali,
Oseltamivir
(Tamiflu) e Zanamivir (Relenza), non prevengono la malattia e su
individui
già ammalati l'azione dimostrata di questi farmaci è di poter
accorciare
di mezza giornata la durata dei sintomi dell'influenza. Né va
dimenticato
che gli antivirali possono causare effetti collaterali importanti. Il
18%
dei bambini in età scolare del Regno Unito, a cui è stato somministrato
l'Oseltamivir contro l'A/H1N1, ha presentato sintomi
neuropsichiatrici e
il 40% sintomi gastroenterici.

...E i vaccini?

I vaccini contro il nuovo virus A/H1N1 sono ancora in fase di
sperimentazione. Nessuno è in grado di sapere se e quanto saranno
efficaci
e sicuri, ma vengono pubblicizzati, con gran clamore. Basta che il
virus
cambi (per mutazione, o per riassortimento con altri virus) per rendere
inefficace il vaccino già messo a punto. Sulla sicurezza sia
l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) che l'Agenzia del farmaco
europea (EMEA) dichiarano necessaria un'attenta sorveglianza. Alcuni
vaccini sono allestiti con tecnologie nuove e saranno testati su poche
centinaia di bambini e adulti volontari, e soltanto per pochi giorni.

Il vaccino che meglio conosciamo, quello contro l'influenza stagionale,
sappiamo che ha un'efficacia del 33% tra bambini e adolescenti e che è
assolutamente inutile nei minori di due anni. Esistono anche dubbi
circa
la sua efficacia negli adulti e negli anziani.

Non conosciamo la sicurezza del vaccino per l'influenza A, ma
ricordiamo
che nel 1976 negli USA fu prodotto un vaccino simile, anche allora
con una
gran fretta per un pericolo di pandemia, ed il risultato fu
un'epidemia di
reazioni avverse gravi (sindrome di Guillan-Barrè, una malattia
neurologica), per cui la campagna di vaccinazione fu subito sospesa. La
fretta non è mai utile, tanto più per fermare un'influenza come
quella A,
la cui mortalità è così bassa. Conviene non ripetere l'errore del 1976.

Un'altra motivazione a favore della vaccinazione è il cercare di
ridurre
la circolazione del virus A/H1N1 per diminuire le opportunità di
ricombinazione con altri sottotipi. Ma attualmente non esistono
strumenti
o modelli teorici per prevedere una eventuale evoluzione pericolosa del
virus. Sul piano teorico, proprio la vaccinazione di massa potrebbe
indurre il virus a mutare in una forma più aggressiva.

Come curarsi?

Per curare l'influenza A occorrono: riposo, una buona idratazione, una
alimentazione adeguata, una igiene corretta. Non si deve tossire
davanti
agli altri senza riparare naso e bocca, bisogna evitare di toccarsi il
naso, la bocca, gli occhi, facili vie di accesso dei virus, occorre
lavarsi le mani spesso ed accuratamente con acqua e sapone. Non è
dimostrato che l'uso di mascherine serva a limitare la propagazione
dell'epidemia.

Se decidete comunque per la vaccinazione, vi verrà richiesto di
firmare il
"consenso informato", una informativa sui rischi. Leggetelo bene,
prima di
decidere, chiedete informazioni scritte sui benefici e i rischi.
Chiedete e
chiediamo insieme, per tutti i vaccinati, che sia attivato un
programma di
sorveglianza attivo, capace davvero di registrare e trattare i gravi
problemi di salute che possono presentarsi dopo la vaccinazione.
Chiedete
e chiediamo che si prevedano risorse economiche per l'indennizzo ai
danneggiati.
Chiediamo di non speculare sulla salute e sulla paura.

Dott. Eugenio Serravalle,
Specialista in Pediatria Preventiva, Puericultura-Patologia Neonatale

Pisa 6 settembre 2009

Per la stesura della lettera ho utilizzato quanto scritto dal Dr J.
Gérvas:
http://www..equipocesca.org/ Gripe
https://mail.sns.it/Redirect/ www.equipocesca.org/Gripe_A, paciencia y
tranquilidad
http://www.equipocesca.org/wp- content/uploads/2009/08/gripe-
a-paciencia-y-
tranquilidad-9.doc
https://mail.sns.it/Redirect/ www.equipocesca.org/wp-
content/uploads/2009/08
/gripe-a-paciencia-y-
tranquilidad-9.doc.
e la Letteraaperta sulla nuova influenza dell'Associazione Culturale
Pediatri.

Eugenio Serravalle
autore di Bambini super-vaccinati

7.10.09

La solita prevalenza del dò

Scrivere bene, ossia in modo interessante, non è facile. Ma scrivere
dò invece che do è proprio difficile, ossia credo che l'ortografia e
la grammatica per chi ha fatto la scuola dell'obbligo, ossia tutti,
siano facili da usare. Invece non è così. D'altra parte chi scrive
con la matematica non va al di là delle tabelline, per cui la scuola,
in ambito matematico, non mi è servita proprio a niente. Diciamo
comunque che la matematica, oggi, in tanti lavori non serve... mentre
l'italiano serve in quasi tutti. E allora perché la gente scrive dò
noia e non do noia? Credo sia la solita prevalenza. Del cretino.

RIportiamo interamente perché Eva e l'argomento lo meritano

EVA HENGER DENUNCIA IL CONSIGLIERE REGIONALE FABIO DESIDERI


Roma 07/10/09. Nero su bianco risaltavano le offese fatte dal
Consigliere Regionale Fabio Desideri (PDL) ad Eva Henger tra le
pagine dei quotidiani. Con gli stessi colori Eva Henger indignata lo
denuncia.

Nei giorni scorsi la star, in occasione dell'85° Sagra dell'uva di
Marino, aveva sfilato in costume per la rievocazione del corteo
storico del ritorno di Marcantonio Colonna, in veste di nobildonna e
in qualità di Madrina della Sagra insieme a Sara Varone e Costantino
Vitagliano.

"Tutto ha un limite – ha dichiarato Fabio Desideri – La presenza di
una pornodiva addirittura con il ruolo di nobildonna, e del suo
codazzo, al corteo della Sagra dell'Uva di Marino, è un segnale dello
scadimento dei valori, una mortificazione per la cittadina e per
l'hinterland romano"

Con queste parole si concludeva, in prima pagina, l'articolo su
Italia Sera del 6 ottobre (dichiarazione riportata quasi similmente
anche sul quotidiano Libero). Ed è proprio per non far scadere quei
valori chiamati dignità, rispetto, civiltà ed educazione che Eva
Henger ha utilizzato la "tolleranza zero" sulle pubbliche accuse
ricevute.

"Non si tratta di permalosità, le critiche le ho sempre accettate -
ha dichiarato indignata Eva Henger – ma essere definita una
mortificazione per la cittadina di Marino e per l'hinterland romano è
troppo. La mia è la giusta reazione ad un atto volgare, trash, ad una
maleducazione che oltrepassa le pubbliche offese ricevute a mezzo
stampa. Un uomo politico dovrebbe sapere come esprimersi ma
l'utilizzo terminologie politicamente scorrette e soprattutto pregne
di cattiveria gratuita - ha continuato offesa Eva Henger – ledono la
mia identità come persona e come mamma. Le sue espressioni sono più
di semplici indelicati giudizi ed io non posso tollerarli."

Indiscutibilmente, poi, questo caso ha fatto male all'immagine e alla
percezione di simpatia ricevuta dal pubblico anche in occasione della
sfilata in costume di cui ne è stata Madrina.

IL MIO COMMENTO

Si apre il dibattito. Pole la donna appareggiassi all'omo? No. Chiuso
il dibattito.

2.10.09

In questo momento non sono staffato su nessun progetto

nel senso che ancora non ti han dato il bicchiere (della staffa)?

Emozioni, lavoro e banalità

L'adrenalina di un nuovo progetto non deve farmi dimenticare che il
lavoro dà soldi, non emozioni. Le emozioni arrivano dalla vita, che a
37 anni, non è il solo il lavoro. Un'emozione è un sorriso di
Penelope, che si gusta meglio quando sai che stai facendo di tutto
per farla magnà anche tra qualche anno. Banale? Certo. Però è vero.

29.9.09

28.9.09

Un po' più di precisione sulla cena con Sergio Muniz, oggi cantante (oltre che esempio di estrema qualità estetica)

Grani&Braci presenta:
a cena con Sergio Muniz

Mercoledì 7 ottobre, dalle ore 19.30, serata con l'artista spagnolo
che presenterà in anteprima il suo primo album musicale in uscita ad
ottobre


Mercoledì 7 ottobre, presso Grani&Braci, il nuovo ristorante,
pizzeria e steak house recentemente aperto a Milano in Via Farini,
avrà luogo una serata dedicata a Sergio Muniz.
Alle ore 19.30 l'artista presenterà in anteprima a Milano "La Mar",
il suo primo album musicale in uscita ad ottobre, prodotto dalla
giovane etichetta discografica milanese Effetto Note. Seguirà alle
ore 20.30 cena in sua compagnia. Sono aperte le prenotazioni al
numero 02 3663 7422!

Sergio Muniz si accosta al mondo della musica, sua grande passione,
nell'aprile 2009 con una trilogia di canzoni da lui scritte ed
interpretate.

Dopo un'intensa carriera come modello e testimonial di prestigiosi
marchi di moda e cosmetica, Sergio si fa conoscere al grande pubblico
nel 2004, grazie al programma "L'isola dei famosi", con Simona
Ventura, posa per prestigiosi calendari e si afferma come attore di
cinema, tv e teatro.

Oggi Muniz raccoglie una nuova sfida: la musica. Da sempre scrive
canzoni, piacevoli ballate dal gusto romantico e nostalgico e
composizioni che spaziano dal rock al funky. I pezzi, tutti in
spagnolo, faranno parte del suo album d'esordio. Dal primo singolo
"La Mar", attualmente in promozione su radio e tv è stato estratto un
videoclip girato alle Cinque Terre dal regista Giovanni Laparola.


Disponibile su iTUNES store
www.itunes.com/sergiomuniz

Per maggiori informazioni su Sergio Muniz:
www.sergio-muniz.it
www.myspace.com/sergiomunizmusic

In onore di Sergio Muniz il menu della serata sarà dedicato alla
cucina spagnola:

Menù:
- piperade di grano
- filetto di merluzzo alla basca
- torta basca
- vino, acqua, caffè
Prezzo: 30 euro

Per ulteriori informazioni: tel 02/36637422- www.graniebraci.it -
MM2 Garibaldi

22.9.09

Bossi e lo schifo suo (e di Gelmini)

Che schifo, i bofonchiamenti e la posizione ("non sapevamo di
mandarli a morire") di Bossi. La guerra o la missione di pace, come
tutto quello che si fa con le armi, fa schifo. Piacerebbe che il
mondo non avesse bisogno dei soldati... ma quello che va davvero
ribrezzo, sono gli uomini politici come Bossi, che non si fermano
davanti a niente pur di sentire da che parte tira il vento. Gli
italiani vogliono ritirarsi? Ma si, ritiriamoci. Gli italiani si
sentono pro Onu? Ma si, mandiamo un po' di soldati in Afghanistan, ma
mica a morire. No, li mandiamo in vacanza. Bravo Bossi. Tra i tanti
pessimi, sei il peggiore. Altra posizione idiota è quella del
ministro Gelmini che si lamenta che tante scuole hanno detto di no al
minuto di silenzio. Cosa si dovrebbe fare quando muore un militare?
Un bel silenzio con la tromba, un po' di lacrime finte, un po' di
silenzio, magari anche a scuola, un bell'applauso e poi cazzi della
famiglia che ha un morto in casa. Ecco, se qualcuno, che non ha
mandato a morire dei soldati (come ha fatto Bossi) trova intelligente
NON fare una cosa totalmente inutile e totalmente rituale come un
minuto di silenzio, fa bene. Perché la morte fa pensare. Se qualcuno
sente che vuole esprimere DISSENSO come l'ONU, con i generali, con
quelle cazzo di bandiere sventolate, con tutta quella retorica, fa
bene a non silenziarsi per un minuto. L'unica posizione che non
condivido è quella di certi politici - banderuola, che non sanno
tenere la bocca chiusa. Avrebbe dovuto piangere, Bossi. Avrebbe
dovuto DIMETTERSI, Bossi. Quella sarebbe stata una reazione non dico
apprezzabile ma normale. E invece ovviamente dorme tranquillo, il
povero ministro.

18.9.09

Il Suono dei Chilometri, il live dei Tiromancino (vecchia recensione)

Il Suono dei Chilometri, il live dei Tiromancino
Ci sono artisti con cui si hanno delle affinità, elettive e non. Il
sottoscritto ce l'ha con Federico Zampaglione. Della sua musica mi
sembra di capire tutto e, soprattutto, mi sembra di sentirla tutta.
Un brivio dietro l'altro. Mi piacciono tutte o quasi le sue scelte di
questo live che ha un titolo splendido, il suono dei chilometri, che
mi fa venire il mente the sound of speed dei Jesus and Mary Chains...
Ma al solito, intanto è bello inventare qualcosa. E Federico lo fa.
Ad esempio nel SUONO di questo disco. La sua voce, che dal vivo è più
precisa e intonata che sui dischi in questo disco se ne sta quasi
sempre DIETRO gli strumenti, bassa. Tanto la melodia arriva comunque.
L'opposto di Sanremo in cui la bella orchestra non si riesce a
sentire. Il pezzo sanremese dei Tiromancino non è male, ma non è (per
me) un capolavoro... E se non è un pezzo sulla crisi della
discografia, e non del lavoro in genere, cos'é? Federico, da ottimo
artista qual è, è partito da sè, e dalle stronzate che hanno fatto
per anni i dirigenti delle major. Il risultato è che in Italia la
serie Buddha Bar ha venduto 400.000 copie, e perchè? Perchè è
INDIPENDENTE dalle major e perchè unisce moda e bella musica senza le
popstar. Quello che non mi è piaciuto è la solita generalizzazione
che Federico ha voluto fare parlando. Ma lui è non è un 'parlante'.
E' un artista. E l'arte parla, se non lo fanno le parole. E il testo
arriva tra capo e collo mica male. Speriamo che tanti discografici
stupidi e ignoranti si licenzino, anche se ci spero poco. Ma torniamo
al suono dei chilometri. Mi piace tanto l'intro che mi ricorda quella
di vecchi di Hendrix con la voce del presentatore. Mi piacciono gli
arrangiamenti, mi piace l'overdose di piano elettrico Fender Rhodes
ne l'Autostrada, un vero capolavoro. Il disco live dei Tiromancino su
iTunes l'ho pagato 9,9 euro. Invece di rubarlo su internet
lamentandosi e poi comprare Fay e Dolce & Gabbana etc etc, sarebbe
bene comprarselo.

17.9.09

Bella intervista a Bob Rifo (aka Bloody Beetroots) su rockit.it

http://www.rockit.it/intervista/872/the-bloody-beetroots-milano

Sergio Muniz piaceva tanto a mia mamma pittrice...

E quindi questo disco, cena è solo un modo per ricordare che si può
vedere il bello dappertutto.
Chissà se canta pure bene, Sergio.

Grani&Braci presenta:


a cena con Sergio Muniz




Mercoledì 7 ottobre, dalle ore 19.30, serata con l’artista spagnolo


che presenterà in anteprima il suo primo album musicale in uscita ad ottobre



Mercoledì 7 ottobre, presso Grani&Braci, il nuovo ristorante, pizzeria e steak house recentemente aperto a Milano in Via Farini, avrà luogo una serata dedicata a Sergio Muniz.


Alle ore 19.30 l’artista presenterà in anteprima a Milano “La Mar”, il suo primo album musicale in uscita ad ottobre, prodotto dalla giovane etichetta discografica milanese Effetto Note. Seguirà alle ore 20.30 cena in sua compagnia. Sono aperte le prenotazioni al numero 02 3663 7422!



Sergio Muniz si accosta al mondo della musica, sua grande passione, nell’aprile 2009 con una trilogia di canzoni da lui scritte ed interpretate.



Dopo un’intensa carriera come modello e testimonial di prestigiosi marchi di moda e cosmetica, Sergio si fa conoscere al grande pubblico nel 2004, grazie al programma “L’isola dei famosi”, con Simona Ventura, posa per prestigiosi calendari e si afferma come attore di cinema, tv e teatro.



Oggi Muniz raccoglie una nuova sfida: la musica. Da sempre scrive canzoni, piacevoli ballate dal gusto romantico e nostalgico e composizioni che spaziano dal rock al funky. I pezzi, tutti in spagnolo, faranno parte del suo album d’esordio. Dal primo singolo “La Mar”, attualmente in promozione su radio e tv è stato estratto un videoclip girato alle Cinque Terre dal regista Giovanni Laparola.






Disponibile su iTUNES store


www.itunes.com/sergiomuniz




Per maggiori informazioni su Sergio Muniz:


www.sergio-muniz.it


www.myspace.com/sergiomunizmusic




In onore di Sergio Muniz il menu della serata sarà dedicato alla cucina spagnola:




Menù:


- piperade di grano


- filetto di merluzzo alla basca


- torta basca


- vino, acqua, caffè


Prezzo: 30 euro


Gruppo Ethos


Grani & Braci è il nuovo ristorante, steak house e pizzeria del Gruppo Ethos. Il Gruppo Ethos nasce dall’esperienza ventennale dei fratelli Giuseppe e Antonio Scotti nel settore della ristorazione. Il Gruppo conta oggi altri tre ristoranti di successo: Sanmauro, Acqua e Farina e Risoamaro. Grani & Braci è il primo ristorante a Milano della famiglia Scotti e si propone come un innovativo punto di ritrovo per gustare piatti raffinati, gustose pizze e sfiziosi dessert in un ambiente elegante e cordiale. Attenzione alla qualità, disponibilità verso il cliente, versatilità dell’offerta, etica e passione sono i tratti distintivi di tutti i locali del Gruppo.


It's Like A Jungle Sometimes

Che dire se non che è la verità? La fuori, qualche volta, è come una
giungla, come rappava Grand Master Flash

16.9.09

La battaglia più dura e con sé stessi. Si combatte da soli, contro le proprie debolezze e con le proprie forze. Il giusto e lo sbagliato, minuto dopo minuto, non sono idee vaghe. E la strada verso una vita decente è una lotta.

una battaglia

ogni mattina mi sveglio e dopo colazione inizio a lavorare
ogni giorno deve essere una battaglia, lo è almeno con me stesso per
trovare motivazioni, per cercare di dare il meglio nel lavoro
se sei freelance, se lavori da solo devi motivare i tuoi
collaboratori ma soprattutto te stesso
spesso mi sembra di ripetere all'infinito le stesse cose
ma di solito non è così
ogni giorno miglioro
le cose che facevo ieri oggi le faccio meglio
ogni giorno sopporto con meno facilità chi mi dà fastidio sul lavoro
ogni giorno voglio perdere meno tempo e fare più cose in meno tempo,
e farle meglio
ogni giorno è una nuova sfida e la ripetizione infinita delle cose
migliora l'esecuzione di quei dettagli che fanno la differenza
non mi sento meglio di tanti altri, solo molto più bravo delle media
per questo, ogni giorno deve essere e deve restare una battaglia

Propaganda e non propaganda

La rapidità con cui una notizia viene fornita fa sentire al centro
degli avvenimenti, ma è solo una strategia di propaganda meglio
strutturata (Noam Chomsky) - L'ha detto Fabio Volo stamattina su
Deejay. Mi hanno sempre affascinato i teorici della comunicazione
apocalittici, ma credo che siamo sempre noi, gli individui, ad avere
in mano gli strumenti per capire. Io, che non sono un genio, ce li
ho, e non solo perché un po' li ho studiati. Senz'altro ogni giorno è
una battaglia per non soccombere sotto una marea di stronzate che i
media ci rimandano. Ma lavorare in miniera sarebbe parecchio peggio.

15.9.09

Puoi star certo che la carta di credito arriva sempre il 15 del mese

Mai un giorno dopo. E' una delle poche cose sicure della vita. Puoi
fare tutto quello che ti pare, e non saprai mai il conteggio esatto
di quello che ti arriva (perchè ogni tanto le spese degli ultimi
giorni del mese precedente arrivano con l'estratto conto successivo),
ma la certezza c'è. Paghi il 15, mai il 16. Piacerebbe avere
altrettante certezze in ambito monetario, ma non è facile.

14.9.09

Sulla RAI - Un altro commento imperdibile di Non Sto con Oriana (che si merita almeno un post)

Egregio Lorenzo Tiezzi,

non sono un utente Rai e non pago il canone, per cui anche in questo
periodo vacanziero, vacanziero soprattutto per alcuni e molto meno
per altri ma per me ancora sì perché sono in partenza per un giretto
che parte da Ankara e finisce a Tigranakert (o Dyarbakir, se non ti
piace la lingua armena), considero una pia illusione il poter
guardare il telegiornale senza incavolarmi troppo.
Ragion per cui non possiedo apparati televisivi e non permetto ad un
potere pervasivo ed asfissiante di alluvionarmi con le sue nefandezze
anche nel poco tempo libero che ho a disposizione.
Pochi mesi prima di morire, Indro Montanelli scriveva che sarebbero
morti con lui il suo "paese" -lo stato che occupa la penisola
italiana- ed il suo mestiere, diventato un groviglio di internet e di
fax in cui la "new" la costruisce sostanzialmente la prontezza nello
scopiazzare.
Non possedere apparati televisivi e disprezzare apertamente l'intero
mondo che veicolano -le sue professioniste in primo luogo- produce
impressionanti economie di denaro e consente la formazione di una
visione del mondo libera dalle asfissianti pressioni al conformismo
che la televisione veicola senza un attimo di sosta.


L'ayatollah Khomeini sosteneva che i giornali -ai suoi tempi e nella
sua realtà erano quelli, a contare davvero- dovevano essere "pieni di
talento e svelare le macchinazioni del Nemico". La situazione
dell'"Occidente" contemporaneo non potrebbe essere più opposta: media
mainstream stracolmi di cialtroni incompetenti -specie se donne,
essendo il loro reclutamento basato su "competenze" di un genere che
in tempi più normali veniva riservato ad altre sedi- e letteralmente
organici al Nemico.
Ragion per cui se ne fa a meno, li si disprezza, se ne diffida. E'
incredibile il divario che esiste tra la visione del mondo di chi
disprezza la tv e quella di chi la lascia ebetemente accesa a
giornate intere.
Dov'è che le televisioni sono sempre accese, sempre ciancianti,
sempre in funzione? Nelle carceri. Un motivo deve pur esserci ed il
percorso per individuarlo porterebbe un eventuale cercatore molto
lontano da qualunque concetto avesse a che fare con i vocaboli
"obiettività" ed "informazione".

Dal mio amico Diego, ecco la vita riassunta in 4 bottiglie: biberon, coca cola, birra... e flebo

>

NAOMI (Letizia)

Ci scusiamo per l'errore di battitura del precedente comunicato
inviatovi: IL NOME DELLA PROTAGONISTA DEL FILM DI C.FUMO E' NOEMI
LETIZIA (...E NON NAOMI LETIZIA)

VI ASPETTIAMO NUMEROSI MERCOLEDI 16 SETTEMBRE 2009 PRESSO ILTHE CLUB
DI MILANO PER FESTEGGIARE I COMPLEANNI DELLA SHOW GIRL ITALIA CARUSO
E DEL REGISTA CARLO FUMO CHE PRESENTERA' IL PREQUEL DEL SUO FILM "IL
REGISTA DEL MONDO" CHE VEDE PROTAGONISTA NOEMI LETIZIA E LA
PARTECIPAZIONE DI ANTONIO CUPO ... SARANNO PRESENTI MOLTI PERSONAGGI
DEL MONDO DELLA TELEVISIONE, DELLO SPORT E DELLO SPETTACOLO!!!

Trovare un buon libro sul comodino...

E' un piacere incredibile. Rilassa, certo, ma siccome non sai la
trama, almeno io mi innamoro sempre di libri di cui non so o non
ricordo la trama. elettrizza pure. Mi capita in questo periodo con i
libri della francese Fred Vargas. La lettura è un fatto attivo, quasi
quanto o proprio quanto scrivere, o quanto vedere un film parecchio
complicato (parecchio). Mi annoiano solo i romanzi troppo complicati,
oppure quelli in inglese, che già mi affatica un po', ovviamente...
sto leggendo anche All tomorrow's party di William Gibson, ma fin
troppo lentamente, mi sembra che l'autore si scriva un po' addosso,
tutte storie parallele che poi non sembrano interconnesse... Ma forse
è solo la lingua.

8.9.09

Siamo tutti Luca Badoer?

Siamo tutti Luca Badoer? Ovvero, aspettiamo un'occasione per una vita
e poi sbagliamo, anzi falliamo miseramente? Io senz'altro si. Ma non
esistono le occasioni, e il fondo è solo una rincorsa per chi ha
fiato per risalire (l'immagine non è mia, ma dei Perturbazione).
Anche nello sport, certo, c'è chi vince... ma soprattutto nello
sport, come nella vita, la gara vera la fai con te stesso. Perché se
sei un pilota di F1 lentissimo, magari come collaudatore sei meglio
di Schumi e poi non c'è solo l'F1 e certe doti di atleta (o di corpo
o di testa) non sono un merito. Un giocatore lo vedi dal coraggio,
dall'altruismo, dalla fantasia, diceva De Gregori... Si, ma quando
perdi, con chi te la prendi? Quando hai perso e sono passati tutti
davanti, la colpa a chi la dai? Lo scopo, non è la medaglia, non è
l'arrivo, ma la corsa. E gente come Valentino lo fa vedere ogni
giorno, ogni ora, ogni minuto. Per lui la vittoria non è tutto, è
solo una conseguenza di una passione totalizzante. Avrebbe fatto il
meccanico senza troppi problemi.

3.9.09

Settembre

A settembre riparte l'anno e i soliti impegni. La vacuità del lavoro, se c'è (il lavoro o la vacuità) durante l'anno la si vede meglio, dopo qualche giorno di rallentamento o di stop. A settembre tutto è più chiaro e la voglia, se c'è, è maggiore. Oppure, se non c'è, non c'è per niente. Settembre è un mese strano, perfetto più che per iniziare qualcosa, per metter fine a certe cose.

5.8.09

Rape e sangue

Non si cava sangue da una rapa, è una gran brutta verità. Spesso mi
impegno così tanto in alcune cose che mi dimentico di questo, ma è
così. Ed è anche vero che spesso più che il cosa si fa, conta il come
e la compagnia.

3.8.09

ko

Anche se spesso è davvero difficile, va sempre ricordato che nella
vita ciò che conta di più è il caso. Tragedie immani e vincite alla
lotteria, talenti straordinari e malattie insopportabili... tutto
avviene a caso. Nella vita si combatte e si può anche essere felici,
che è lo scopo finale dell'esistenza. Ma si combatte a mani nude e la
natura tragicomica di questa commedia non va dimenticata mai. Per
questo, mentre si cade dopo l'ennesimo ko, il sorriso è d'obbligo.

27.7.09

Una lettera mandata al direttore del Tg2

Gentili direttore Orfeo e suo predecessore,

sono un utente Rai e pago il canone, per cui anche in questo periodo
vacanziero, vacanziero soprattutto per alcuni e molto meno per altri,
vorrei poter guardare il telegiornale senza incavolarmi troppo.

So che la Rai conta su 1700 giornalisti circa divisi su 11 testate,
non so lei quanti ne abbia a disposizione... immagino almeno 200.

Ecco, visto che ci sono 200 persone (più tecnici, cameramen etc) che
lavorano per lei e per me, che pago, come mai devo sorbirmi un
servizio sui nuovi aerei privati di lusso che una sua giornalista
(non ricordo il nome, l'edizione del tg2 è quella delle 20 e 30 del
27 luglio, non le sarà facile risalire a chi è) ha fatto un servizio
utilizzando soltanto, ripeto, soltanto, un servizio di un'altra
televisione, ossia Class Life... Non c'era manco un'immagine
sostanziale che non fosse 'presa' da Class Life.

Nei fatti, è stato fatto un commento su un altro servizio
giornalistico, cosa che si può anche fare. Ma mica in un caso come
questo in cui la notizia: 1) non invecchia 2) è già vecchia, perché
data da altri 3) vale solo se davvero circostanziata... eccetera.

Le riassumo, caro direttore, il contenuto del servizio, così non si
prende manco la briga di cercarlo. Sembra che una nuova compagnia
dedicata ai viaggiatori business sia approdata anche in Italia e che
gestirà voli privati da oltre 50 aeroporti italiani e che questa
compagnia offra servizi di lusso a chi se li può permettere, eccetera.

La cosa è una notizia? Come sempre, dipende da quello che un
giornalista pensa e a me sta bene che una sua giornalista ritenga che
ciò sia una notizia. Io parlerei d'altro, ad esempio delle tende a
L'Aquila, ma questo è il mio parere.

Come sempre, in ambito giornalastico, non conta molto l'argomento.
Conta di più il come.

Io vorrei un servizio degno di questo nome. Ossia, la giornalista se
ne va in Germania e va a parlare per un po' con l'amministratore
dell'azienda, gli fa i conti in tasca... poi parla con qualche
imprenditore vip (Briatore? Della Valle? Sai quanti ce ne sono...)
che utilizza spesso questo tipo di aerei... Poi, la stessa
giornalista, potrebbe pure parlare con qualche gestore di aeroporti
in crisi, ad esempio Montichiari a Brescia, per sapere se questo tipo
di voli può rappresentare una risorsa per l'occupazione....

Ecco, caro direttore, siccome invece tutto ciò non è avvenuto, io le
chiedo perché. Perchè i suoi giornalisti perdono tempo e non lavorano
come dovrebbero?

Mi faccia sapere, la prego che una risposta credo di meritarla.

Lorenzo Tiezzi www.lorenzotiezzi.it

///////////////// HI RES PHOTO: www.lorenzotiezzi.it
mail spedita da - mail sent by: Lorenzo Tiezzi (pr-journalist
photographer music-designer creative-producer) mob. - cell. +39 339
3433962 / mail lt@lorenzotiezzi.it / skype lorenzotiezzi
address - indirizzo via Rep. Argentina 114/d 25124 Brescia Italy
www.facebook.com/lorenzotiezzicomunicazione,
www.lorenzotiezzicomunicazione.blogspot.com

La fanta comunicazione di Diesel colpisce come sempre nel segno

E fa invecchiare di colpo un po' tutto il linguaggio del fashion system... chissà se le bande di colore sopra e sotto le pagine sono volute... vedremo sui magazine








24.7.09

Penelope, Penelope

I bambini sono perfetti, altro che i giovani. Oscar, per una volta hai sbagliato tutto.

23.7.09

De Gregori non riconosciuto...

Una volta, quando lavoravo all'Auditorium di Milano, stavamo
aspettando De Gregori che doveva registrare con Battiato.

All'ora stabilita, arriva con la chitarra sottobraccio e ovviamente
riconoscibile col solito barbone all'ingresso artisti.

Chiede se è l'ingresso artisti e se può entrare e il portiere gli fa:
"no, non si può, stiamo aspettando De Gregori". Io e De Gregori
abbiamo riso non poco e mi è sembrato una persona molto garbata...
come Ruggeri.

Ciao Lorenzo

14.7.09

Cio' che amo nella musica

E' di solito la semplicità. Giri di accordi spesso discendenti che
fanno quello che si fa spesso mettendo le dita un po' per caso sulla
tastiera, ma sublimando quell'effetto in qualcosa di splendido,
spesso eterno. Che l'abbia fatto Beethoven o i Black Box non conta
molto.

10.7.09

Sottoscrivo in pieno quanto dice Eco su Berlusconi - ossia io sono contro Berlusconi

Sottoscrivo in pieno quanto dice Eco su Berlusconi.

Ossia, io sono contro Berlusconi su tutto quello che fa, perché è
Berlusconi. Perché non riesce a vedere più in là delle sue
convenienze, che ogni tanto sono le nostre, ogni tanto no. Io, come
idee, sono vicino a Forza Italia, perché no... ma finché c'è lui, io
non lo voto e sono contro. Il suo conflitto di interessi è evidente?
Lui pensa alle sentenze... Lui fa qualcosa di buono? Si, ogni tanto
si, ma al suo posto potrebbero esserci altri ancora meglio, molto
meglio, meno ricchi e potenti di lui.

Il nemico della stampa, di Umberto Eco

Sarà il pessimismo della tarda età, sarà la lucidità che l'età porta
con sé, ma provo una certa esitazione, frammista a scetticismo, a
intervenire, su invito della redazione, in difesa della libertà di
stampa. Voglio dire: quando qualcuno deve intervenire a difesa della
libertà di stampa vuole dire che la società, e con essa gran parte
della stampa, è già malata. Nelle democrazie che definiremo 'robuste'
non c'è bisogno di difendere la libertà di stampa, perché a nessuno
viene in mente di limitarla.

Questa la prima ragione del mio scetticismo, da cui discende un
corollario. Il problema italiano non è Silvio Berlusconi. La storia
(vorrei dire da Catilina in avanti) è stata ricca di uomini
avventurosi, non privi di carisma, con scarso senso dello Stato ma
senso altissimo dei propri interessi, che hanno desiderato instaurare
un potere personale, scavalcando parlamenti, magistrature e
costituzioni, distribuendo favori ai propri cortigiani e (talora)
alle proprie cortigiane, identificando il proprio piacere con
l'interesse della comunità. È che non sempre questi uomini hanno
conquistato il potere a cui aspiravano, perché la società non glielo
ha permesso. Quando la società glielo ha permesso, perché prendersela
con questi uomini e non con la società che li ha lasciati fare?

Ricorderò sempre una storia che raccontava mia mamma che, ventenne,
aveva trovato un bell'impiego come segretaria e dattilografa di un
onorevole liberale - e dico liberale. Il giorno dopo la salita di
Mussolini al potere quest'uomo aveva detto: "Ma in fondo, con la
situazione in cui si trovava l'Italia, forse quest'Uomo troverà il
modo di rimettere un po' d'ordine". Ecco, a instaurare il fascismo
non è stata l'energia di Mussolini (occasione e pretesto) ma
l'indulgenza e la rilassatezza di quell'onorevole liberale
(rappresentante esemplare di un Paese in crisi).

E quindi è inutile prendersela con Berlusconi che fa, per così dire,
il proprio mestiere. È la maggioranza degli italiani che ha accettato
il conflitto di interessi, che accetta le ronde, che accetta il lodo
Alfano, e che ora avrebbe accettato abbastanza tranquillamente - se
il presidente della Repubblica non avesse alzato un sopracciglio - la
mordacchia messa (per ora sperimentalmente) alla stampa. La stessa
nazione accetterebbe senza esitazione, e anzi con una certa maliziosa
complicità, che Berlusconi andasse a veline, se ora non intervenisse
a turbare la pubblica coscienza una cauta censura della Chiesa - che
sarà però ben presto superata perché è da quel dì che gli italiani, e
i buoni cristiani in genere, vanno a mignotte anche se il parroco
dice che non si dovrebbe.

Allora perché dedicare a questi allarmi un numero de 'L'espresso' se
sappiamo che esso arriverà a chi di questi rischi della democrazia è
già convinto, ma non sarà letto da chi è disposto ad accettarli
purché non gli manchi la sua quota di Grande Fratello - e di molte
vicende politico-sessuali sa in fondo pochissimo, perché una
informazione in gran parte sotto controllo non gliene parla neppure?

Già, perché farlo? Il perché è molto semplice. Nel 1931 il fascismo
aveva imposto ai professori universitari, che erano allora 1.200, un
giuramento di fedeltà al regime. Solo 12 (1 per cento) rifiutarono e
persero il posto. Alcuni dicono 14, ma questo ci conferma quanto il
fenomeno sia all'epoca passato inosservato lasciando memorie vaghe.
Tanti altri, che poi sarebbero stati personaggi eminenti
dell'antifascismo postbellico, consigliati persino da Palmiro
Togliatti o da Benedetto Croce, giurarono, per poter continuare a
diffondere il loro insegnamento. Forse i 1.188 che sono rimasti
avevano ragione loro, per ragioni diverse e tutte onorevoli. Però
quei 12 che hanno detto di no hanno salvato l'onore dell'Università e
in definitiva l'onore del Paese.

Ecco perché bisogna talora dire di no anche se, pessimisticamente, si
sa che non servirà a niente.

Almeno che un giorno si possa dire che lo si è detto.

Lo sforzo maggiore

Lo sforzo maggiore, a 37 anni compiuti e con una splendida bambina che dorme solo se la coccolo,  è continua a sognare. Di suonare, di scrivere soltanto, etc per campare. La realtà non è male, ossia ho tante cose bellissime e devo farmi il culo per portarle avanti (senza soldi non si fa). Ma vorrei avere la forza di continuare a sognare un bel lavoro da 10.000 euro al mese, non i 10.000 euro al mese. Un lavoro che mi piaccia, e, soprattutto, che il mio lavoro, quello di oggi, possa piano piano modificarlo finché non mi piace al 90%. 

1.7.09

Amii Stewart commossa davanti al ritratto di Michael Jackson eseguito da Molaro... Ovviamente a Porto Cervo


Che dire, anche da morto Michael fa miracoli

Amii Stewart commossa davanti al ritratto di Michael Jackson eseguito da Molaro

Papi Papi, Papi Ciulo... Ve la ricordate?




W il presidentissimo, che ormai è allo stesso di livello di Gheddafi come stile, ossi altissimo.



Entra anche tu nel mondo "I love Papy"?

Presentazione della nuova linea "I love Papi" di Salvatore Finaldi


Entra anche tu nel mondo "I LOVE PAPY"…
Salvatore Finaldi è lieto di invitarla alla sua prima presentazione della linea
Uomo/Donna shirt "I Love Papy" che si terrà il 3 Luglio a TIARA CENTRO GOLF CLUB
ANNONE BRIANZA LECCO alle ore 22:30.

Vi Aspettiamo!!




La tragedia di Viareggio

Ieri per caso ho visto su Discovery Channel un documentario su un contenitore per scorie nucleari creato negli anni '70, un contenitore capace di resistere all'urto di un treno in corsa a 200 km all'ora. Sono passati 40 anni e basta un paletto a creare tragedie simili, mi sembra che la tecnologia la mettiamo sempre in cose un po' cretine e non in quelle essenziali.

30.6.09

Porno - DIESEL ha vinto il Gold Lion Award a Cannes

Il porno mette ancora paura, ma quando fa ridere fa vincere...



... and THE WINNER is ... DIESEL!!!



Il nostro XXX Anniversary viral video ha vinto il prestigioso Gold Lion Award nella sezione CYBER LIONS del CANNES LIONS 2009 International Advertising Festival.


Il video, realizzato dall'agenzia inglese "The Viral Factory" in occasione del 30esimo anniversario del brand, ha associato il concetto Dirty Thirtya qualcosa di ambiguo e provocante,  sovrapponendo a scene di video pornografici degli anni '80 alcuni ritagli di 'cartoons' colorati.  

A meno di due settimane dal lancio il video aveva già ricevuto 6 milioni di visite, con links in oltre 600 siti internazionali.
E' stata la campagna virale più vista del 2008; ad oggi, le visite totali si aggirano intorno ai 20 milioni – il tutto senza alcun investimento sui media.

Ancora una volta, Diesel si conferma un brand forte, controverso ed estremamente innovativo.


..e se ancora non hai visto il video ..

 http://www.Break.com/index/sfw-porn-clips.html
 http://work.canneslions.com/cyber/?award=2









Diesel Press Office
Via Stendhal, 34 Milano
+39 02 42409555



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26.6.09

Michael Jackson: Molaro annulla la mostra londinese prevista per la prima del tour

Che dire di tutto ciò se non che un così geniale artista non meritava tanta sfortuna (di quale geniale artista sto parlando? A ognuno il suo parere)

 
 
COMUNICATO STAMPA
 
Michael Jackson: Molaro annulla la mostra londinese prevista per la prima del tour
Il Re del pop era stato raffigurato come San Bartolomeo nel "Giudizio Universale"
                                                                                             
 
Il manichino nudo di Michael Jackson che tiene nella mano sinistra la sua pelle nera penzolante, mentre  in quella destra stringe un bisturi, non sarà più il pezzo forte della mostra che lo stilista ed artista campano Gianni Molaro avrebbe allestito a Londra in occasione del primo concerto del tour mondiale del re del pop. Dopo la notizia della morte del cantante, infatti, l'artista napoletano ha ritenuto doveroso rinunciare al progetto di punta del suo gallerista spagnolo, che per il 25 luglio aveva ideato un evento che non avrebbe mancato di suscitare polemiche e, naturalmente, visitatori.
 
"Il Giudizio Trasversale", pezzo forte dell'allestimento, è un'imponente tela  di 6 x 3 metri, sulla quale è serigrafato in bianco e nero una parte del Giudizio Universale di Michelangelo. Manca però, in basso alla  destra del Cristo, la figura di San Bartolomeo. Al suo posto, completamente scontornata, è posizionata invece una scultura in vetroresina bianca a forma di nuvola su cui siede il manichino nudo raffigurante appunto Michael Jackson, incredibilmente verosimile con i capelli neri, gli occhi di cristallo, il volto sfigurato dai continui interventi di chirurgia estetica.
 
"Ho sempre pensato a lui come al contrario di San Bartolomeo", spiega Molaro, "il quale  pur di non rinnegare la sua fede si fece scorticare vivo, e fu quindi raffigurato da Michelangelo in Paradiso con i segni del suo martirio, ovvero con  la sua pelle tra le mani. Michael  invece era l'emblema assoluto del contrario. Cambiando il colore della sua pelle si è concettualmente scuoiato, rifiutando se stesso e la sua razza".
 
Già questa mattina quindi Molaro ha chiesto che, in vista di un'altra mostra che inaugurerà sabato sera  27 giugno a  Porto Cervo presso la galleria Vittoria Designer (Via Del Porto Vecchio, 1) sia posizionato un fascio di rose bianche sotto la tela raffigurante Michael Jackson. La mostra propone una selezione di ritratti dei divi internazionali tra i quali è presente infatti anche quello di Michael Jackson realizzato con pelle nera, tagliata e cucita con punti di sutura come quelli di un intervento chirurgico.
 
"Il mio spirito per la mostra è cambiato, non ho lo stesso entusiasmo, tutto è mutato in un attimo, ho sentito un tonfo, è come se la mia scultura di Michael si fosse staccata dal muro e fosse caduta a terra dai sei metri di altezza dove doveva essere collocata. La mostra si sarebbe dovuta inaugurare il 25 luglio e rimanere per tutto il tempo dei concerti del re del pop a Londra,  si prevedeva  una grande affluenza di fan e di visitatori, non senza polemiche. Ora non ha più senso, ovvero si potrà fare, ma con spirito ed aspettative diverse ".
 

24.6.09

I problemi riusciamo ad affrontarli solo un pezzo alla volta

Riusciamo ad arrivare alle enormità della vita solo un passo per
volta e volutamente non guardiamo avanti.

23.6.09

Visto che ovviamente la mail del sito della Figc non va, ecco una letterina a Lippi

Ciao Marcello,

mi starai sempre simpatico, anche se non ce la dovessimo fare (tocchiamo ferro) a vincere un altro mondiale. Già ce ne hai fatto vincere uno nonostante giocassimo non male, bensì molto male. Tu e i giocatori ci avete messo il cuore e sono certo ce lo rimetterete ancora. In Sudafrica contava poco, e allora perché farlo? Anche se aveste vinto, sarebbe contato poco e niente.

Oggi, come 3 anni fa, sono tutti contro di te e tutti contro di voi. Io no, come quando in curva a Firenze non cantavo mai contro di te (contro Zidane anche 50 volte, mai sopportato quello lì). Tu, Marcello, hai stoffa da vendere e sai bene che il bel gioco ce l'ha sempre il Brasile, noi una volta ogni 100 anni, però siamo sotto solo di un mondiale. (quattro contro cinque) La Confederation non conta niente.

Per cui, se vuoi e se puoi, fai giocare Cassano ed altri giovani, ma vedi tu. Per me Toni è finito, ma vedi tu. Non fare interviste, non accontentare nessuno... bensì fai di testa tua. E Forza Italia, non il partito, forza Italia. Abbiamo bisogno non di un'altra vittoria, ma di un'altra prova di coraggio... 

Ciao, Lorenzo Tiezzi