20.2.15

ltc per MoMA e Fender Stratocaster (!)



MoMA
Welcome to the February Collection Highlight!
MoMA
MoMA's recently acquired Fender Stratocaster dates from 1957, the same year Buddy Holly appeared on the Ed Sullivan Show playing "Peggy Sue" and "That'll Be the Day" on his Strat, introducing rock and roll—and its flagship instrument—to America.

The archetypal electric guitar, the Stratocaster is a cultural touchstone and design triumph virtually unchanged since its release in 1954. From its humble origins as a dependable and road-worthy electrified guitar for country-and-western musicians, it has prevailed as one of the most iconic and popular musical instruments of the 20th century, setting the bar for both design and performance. It was designed around the player—quite literally, the "beer-gut cutout" on its contoured slab body accommodates even the heftiest of musicians—featuring volume and tone knobs positioned for easy adjustment while playing, and deep double cutouts to hit notes higher up the fretboard. Fender's patented tremolo arm (aka the "whammy bar") and three-way pickups provide a versatile sound and continue to make it, 60 years after its debut, the chosen instrument for countless musicians.

The Stratocaster and the 1959 Fender Bassman amplifier pictured above are currently on display as cornerstones of the exhibition Making Music Modern: Design for Ear and Eye.
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Image: Leo Fender, George Fullerton, Freddie Tavares. Left: Fender Stratocaster Electric Guitar. Designed 1954, this example 1957. Wood, metal, and plastic. Right: Fender Bassman amplifier. 1959. Wood, metal, and plastic. Committee on Architecture and Design Funds



17.2.15

Goditi il percorso, altro che "diventa il tuo sogno"

La differenza tra sogno e progetto è che quando vuoi arrivare da qualche parte inizi a faticare, pianificare, fare. Sognare è quell'attività notturna che ti dà pochissimo di giorno. Invece cercare di fare cose molto difficili, cose che molti ritengono impossibili per te, richiede vero impegno. Spesso il primo critico sei te stesso. Tra autocensura e realismo / pessimismo c'è chi ogni tanto si dimentica di quanto ha raggiunto sinora. Se hai fatto tanto, sei proprio sicuro di poter fare ancora qualcosina di più? Bisognerebbe poi godersi la costruzione, anche se è un (fottutissimo) rischio.

12.2.15

pericolo

Chi ha subito un danno è pericoloso, perché sa che può sopravvivere (Hart Josephine, Il danno)

9.2.15

la ricetta del successo in ambito artistico per me

 la ricetta del successo ogni volta varia ma io in tanti anni ho capito una cosa: se sei un CANE non hai mai successo - fine di quel che ho capito. Corollario a cui sono arrivato più per deduzione e per storia che per altro: quelli che hanno successo non sono mai dei cani assoluti, mentre può essere benissimo che un artista di poco o nessun successo sia geniale. 

5.2.15

il dolore nello sport... non c'è - gli sportivi non sono dei duri



 il mio corpo sa perfettamente fino a che punto è giusto spingersi, questa storia che gli sportivi sono dei duri non tiene mai conto del fatto che le cose dure nelle vita sono star senza mangiare, veder morire qualcuno, il coraggio vero è combattere sapendo che poi crepi, i malati... noi sportivi proviamo un piacere splendido nello spingerci fin dove il nostro corpo sa che ce la possiamo fare - sono rarissimi i casi di chi esagera con lo sport - i grandi atleti che fanno cose incredibili per tutti gli altri di solito non soffrono più degli altri, sono più forti e si sono allenati meglio, non solo di più... e mentre l'hanno fatto hanno provato il 70% di piacere ed il 30% di dolore...

1.2.15

Il presidente va alle Fosse Ardeatine in Panda... bene ma

Le Fosse Ardeatine sono un episodio terribile di una guerra di un paese fascista, l'Italia, che mandò a morire i suoi concittadini Ebrei. Questa cosa ancora oggi mi fa schifo e la spiegherò tante volte a mia figlia, come ovviamente la resistenza. Le spiegherò anche che in questo preciso momento storico, la politica mi sembra un teatrino di pupi & pupari che mette in scena uno show indegno anche di un paese che affonda. la scelta della panda? adatta ai tempi. Tra qualche settimana il presidente avrà al suo servizio più personale di ogni re occidentale, ma siccome è normale andrà bene così.

31.1.15

la fama di corona merita la liberazione

il punto è che Corona è famoso. Solo per questo Celentano e mille altri famosi si indignano per lui, essendo famosi. L'italiano medio poi, che ama i famosi e vorrebbe essere famoso, come può non parteggiare per Corona e non per il povero disperato in galera perché ha rubato una mela o due?