18.2.20

Fiumani Diaframma

Uno dei pezzi della mia vita è "Verde" di Federico Fiumani AKA Diaframma. Non è uno dei brani più conosciuti della band.

Adoro gli accordi aperti, il ritmo che cambia, i riff che restano in testa e sembrano semplicissimi. Lo sono. Ma che incastri.

Stesso discorso per "L'Odore delle Rose"

Le cose in cui credevo io
son le stesse da una vita
cambia forse lo scenario
cambia il gusto ma che fa?

4 accordi rock energia poesia e uno che canta

c'è chi potrebbe dire che canta male

e direbbe male perché ha più ritmo ed energia lui che mille rapper trapper rocker cool

17.2.20

fail better

'Ho sempre tentato. Ho sempre fallito. Non discutere. Prova ancora. Fallisci ancora. Fallisci meglio.' "Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better.' Samuel Beckett.

16.2.20

Suscettibilità, colpe e bugie (Maigret)

Suscettibilità, colpe e bugie (Maigret)

"'It's curious how people's susceptibility generally complicates our lives more than their actual faults or their lies …'" (da "Maigret and the Ghost: Inspector Maigret #62 (English Edition)"



Brescia è sporca tutto l'anno e spostarsi in bici è dura. Non solo per S. Faustino. L'esperienza di chi vive accanto alla Scuola Ugolini ed al suo (sporco) parco

Brescia è sporca tutto l'anno e spostarsi in bici è dura. Non solo per S. Faustino. L'esperienza di chi vive accanto alla Scuola Ugolini ed al suo (sporco) parco

Oggi 16 febbraio 2020 il sito del Giornale di Brescia fa un articolone sulla Fiera di San Faustino e lo sporco che essa provoca. Sono stato alla fiera anche io e ho pensato alla cosa. Tuttavia, fare un bell'articolo molto viral friendly (clicchiamo mi piace, diamo il nostro parere di buoni cittadini gratis, etc) senza invece raccontare i problemi quotidiani, problemi che tutti insieme creano una situazione difficile o tragica tutti i giorni, credo sia sbagliato. 

Abito a Brescia, accanto alla scuola elementare Ugolini di via R. Argentina e di fronte a un piccolo parco cittadino ovviamente molto frequentato dai bimbi della scuola. Anche mia figlia frequenta quella scuola e io spesso faccio ginnastica proprio lì. 

Il parco è pulito molto raramente da chi dovrebbe farlo, ma se è spesso strapieno di cartacce non è certo per colpa del Comune di Brescia. La colpa è degli adulti, che lasciano cicche di sigarette e altre schifezze e soprattutto non spiegano bene ai bimbi che le carte di meredine e caramelle vanno sempre buttate nei cestini. 

Il risultato è un tappeto di sporcizie varie, che qualche giorno fa ho raccolto con più attenzione del solito. Un po' di 'raccolta' la faccio sempre, anche al Parco Tarello, dove corro almeno 2 volte la settimana.

Il Tarello, pur essendo più più grande, è decisamente molto meno frequentato del parchetto di via R. Argentina... ma molto più frequentato da addetti alle pulizie e mantenimento delle piante. Viene annaffiato pure troppo d'estate, con uno spreco di acqua notevole... l'erba resta verde in modo innaturale, mentre quella del parchetto diventa ovviamente gialla, come è naturale che sia.

Sia chiaro, il Comune di Brescia fa una buona parte del suo lavoro. Quando, purtroppo, un grosso albero è caduto per il forte vento nel giardino della scuola Ugolini, nel giro di pochi giorni l'albero è stato portato via in totale sicurezza.

Tuttavia non basta. In passato le mie segnalazioni sulla ridicola situazione della aiuola di fronte alla Scuola Ugolini sono state ignorate sia dai quotidiani della città, sia dal Comune. C'è stata solo piacevole esclusione del sito QuiBrescia - https://www.quibrescia.it/lettere/2019/10/07/brescia-foglie-e-sporcizia-chi-passa-guarda-ma-non-raccoglie/546900/ - Riassumendo, dall'aiuola di fronte alla scuola Ugolini di via R. Argentina non vengono portate via foglie e sporcizia da anni, per cui in parte ho pensato io, da solo, a risolvere almeno un po' la situazione. 

Continuerò, come posso, a cercare di fare qualcosa e a lamentarmi, anche perché i problemi sono grossi. Ogni giorno. Domattina, lunedì, ci saranno decine e decine e decine di auto in fila per lasciare i bimbi a scuola posteggiate in divieto di sosta e fermata, quando a 500 metri lo spazio per lasciare le macchine non manca. Abbiamo segnalato la cosa a vigili: nessun vigile mai al mattino davanti alla scuola Ugolini. C'è una "corsia pedoni" ogni giorno occupata dalle auto. Come mai non si fanno multe e prima non si avverte?

Non lo si fa, ovviamente, per lo stesso motivo per cui non si pulisce l'aiuola dopo la segnalazione di un cittadino. Non si ritiene, erroneamente, che sia una cosa fondamentale. E così, nel disprezzo più totale delle regole, anche sporcare un parchetto cittadino diventa logico e naturale. Infatti succede.

E ancora: ogni giorno o quasi vedo autobus / pullman posteggiati in modo pericoloso (troppo vicini alle strisce, in divieto di sosta) mentre vado a correre al Tarello, di fronte al Novotel e accanto al supermercato Conad. Se li vedo io, come mai non li vede mai chi lavora per il Comune? E come mai, se si vedono su sia quella strada, Via Pietro Nenni, sia sua via Malta, molte auto che superano non i 50 ma i 70 o 80 chilometri l'ora, il Comune di Brescia non pensa a mettere qualche pattuglia e/o altri strumenti? Solo multe in tangenziale per 115 e non 110 in automatico si fanno? Solo multe per utilizzo del telefonino quando si è fermi al semaforo (è capitato a una persona che conosco) si fanno a Brescia? 

Chi va in bicicletta in città sa quanto sia pericoloso farlo: gli automobilisti non rallentano. Una volta ho rischiato di essere picchiato da uno che voleva picchiarmi per non avergli dato strada in una rotonda (mentre non potevo farlo). Eppure l'uso massiccio delle bici in una città piccola e piatta come Brescia potrebbe davvero risolvere quasi tutti i problemi di traffico. 

Le soluzioni non sarebbero così difficili, ma finché pensiamo ai problemi di un solo giorno (San Faustino), il destino di Brescia è segnato.

Lorenzo Tiezzi













12.2.20

COMPLOTTISMO E COMPRENDONIO



Nel cervello dei complottisti c'è quasi sempre il vuoto pneumatico. Non avendo le capacità cognitive per comprendere l'ovvio (che non sempre è evidente), si rifugiano nell'idea di essere tra i pochissimi ad aver capito tutto.

7.2.20

Il Cantico dei Cantici



Il Cantico dei Cantici

Il Cantico dei Cantici, che non conoscevo, mi ha profondamente colpito ieri. Come il riferimento a Giotto di Achille Lauro, fa capire una cosa: i famosi non sono tutti ignoranti come capre.

Sto cercando il testo esatto letto da Benigni, che ovviamente è frutto di un lungo lavoro... e non lo sto trovando. Lo troverò presto.

La frase finale, sull'eternità dell'amore, che evidentemente per gli antichi era tutt'uno con la passione, con il corpo, con il sesso, non era una cosetta così spirituale (...). W gli antichi.



Da Wikipedia: 

"l Cantico dei Cantici o semplicemente Cantico (ebraico שיר השירים, shìr hasshirìm, Cantico sublime; greco ᾎσμα ᾈσμάτων, ásma asmáton; latino Canticum Canticorum) è un testo contenuto nella Bibbia ebraica (Tanakh) e cristiana". 

Attribuito al re Salomone, celebre per la sua saggezza, per i suoi canti e anche per i suoi amori, il Cantico dei Cantici fu composto non prima del IV secolo a.C. ed è uno degli ultimi testi accolti nel canone della Bibbia, addirittura un secolo dopo la nascita di Cristo, col sinodo rabbinico di Iadne.[1] È composto da 8 capitoli contenenti poemi d'amore in forma dialogica tra un uomo ("Salomone") e una donna ("Sulammita"). "



PS

GRAZIE ROBERTO BENIGNI, 

IO TI DAVO 3 MILIONI DI EURO PER FARCI SENTIRE UN CANTO CHE MAI AVEVO SENTITO. 



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4.2.20

31.1.20

faticare

La fatica non è mai sprecata, soffri ma sogni (Pietro Mennea)





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4.1.20

Chi disprezza


Chi disprezza quasi sempre non ha gli strumenti per capire o semplicemente invidia

Ancora e ancora

La differenza la fai ogni singolo istante di ogni giorno, facendo attenzione a ciò che vorresti trascurare. Ancora e ancora. La ripetizione non genererà mai perfezione, ma ti avvicina all'eccellenza, all'essenza delle cose.

9.12.19

I SOCIAL SONO UN PALCO PER IL NOSTRO POCO & NULLA (...)




I social ci danno un palcoscenico per esibire il nostro poco, la nostra bellezza, il nostro ego, il nostro (sempre splendido e ragionevole) parere. Sui social ci siamo perché ci sentiamo ascoltati, capiti e lodati. Sono come un palco (o la tv), che infatti i famosi MAI abbandonano fino alla morte, perché ci si sente così INTELLIGENTI sparando i propri pareri. Il risultato è che, come razza umana, sprechiamo un sacco di tempo a farci guardare. La differenza tra chi FA e chi vuol farsi APPREZZARE, grazie ai social, cresce. I social sono soprattutto una vetrina di qualcosa che sappiamo fare bene davvero, di un negozio, di un servizio, di noi stessi. Se li facciamo diventare la sostanza oppure tutto quanto siamo proprio in una brutta situazione.

7.12.19

Rivolte e rivolte

 In pochi luoghi al mondo infatti ci sono rivolte. Tra questi c'è Hong Kong, luogo un tempo democratico che sta diventando sempre meno democratico. Non è che salire in società lì è difficile. Quello capita qui. Dove abbiamo ancora oggi i nobili con un sacco di ricchezza da centinaia di anni (capita nella mia Firenze). No. Là la crescita sociale è impossibile perché comanda sempre il riccone cinese di turno, che si è arricchito rubando. Questa è la realtà. E là hanno ancora le palle per rischiare la vita sognando la democrazia. In Italia abbiamo le sardine e in Francia si protesta per le pensioni. Ma sono cose diverse. In entrambe non c'entra nulla il cambiare il mondo ed il sistema: si protesta per il proprio interesse (Francia) e si protesta contro Salvini (Italia).

6.12.19

parole


"Quanto puó dirsi si puó dire chiaro e su ció di cui non si puó parlare si deve tacere."
(Ludwig Wittgenstein)

28.11.19

L'ELUSIONE FISCALE IN ITALIA E' COLPA DELLO STATO ITALIANO CHE NON FUNZIONA E HA TASSE ALTISSIME (E PURE DELL'EUROPA)

L'ELUSIONE FISCALE IN ITALIA E' COLPA DELLO STATO ITALIANO CHE NON FUNZIONA E HA TASSE ALTISSIME (E PURE DELL'EUROPA)

Tutti esperti di Elusione Fiscale, oggi?

 Io NON lo sono, ma sono almeno un appassionato.

LA guerra che il ns stato fa all'evasione fiscale di chi lavora e fa un po' di nero è RIDICOLA, perché questa cosa accade ovunque nel mondo 

Molti, che si riempiono la bocca di parole come "lotta all'evasione" non sanno manco che in Germania e in Danimarca si evade. Di meno, ma si evade lo stesso.

La differenza è che da noi cadono i ponti e lo stato butta i SOLDI NEL CESSO ogni giorno.

La ns presidenza della Repubblica, per dirne una, costa più di ogni apparato pubblico al mondo. E nessuno che tagli, che venda, che azzeri, che licenzi, che chiuda, che risparmi.

Da noi ci sono filiere intere in cui l'evasione fiscale domina, filiere che potrebbero essere attaccate di più, soprattutto al Sud, ma non viene fatto perché  è difficile sradicarle.

E so che il MAGNA STATO ITALIANO ha poco da lamentarsi se i giganti del web scelgono liberamente di mettere la loro sede principale altrove e non in un paese in cui le TASSE sono altissime. 

I giganti del web PAGANO le tasse su tutto in Italia. pagano i dipendenti e loro contributi, pagano le tasse su quanto comprato dai fornitori italiani (se sono pochi la colpa è nostra), 

ma quando ci sono i PROFITTI, beh, quelli cercano di pagarli, OVVIAMENTE, dove le tasse sono più basse.

Chi non lo farebbe? 

BISOGNA DIMOSTRARE che i profitti avuti in Italia sono X e su quelli far pagare le tasse a un'azienda.

Se io affitto una casa in Italia su Booking o Air BnB, Booking e BnB devono pagare il 100% delle tasse dei soldi che gli do io in Italia? 

Sicuramente l'IVA (PORCA MISERIA) la pagano e lo stato se la incassa 

Ripeto, NON, sono un esperto, ma ragioni:

Ma i server di Booking e Air BnB sono in Italia?
L'azienda per funzionare cosa e quanto fa in Italia?

E ANCORA

Come mai 'sta cazzo di Unione Europea non fa si che le tasse in Italia sui profitti delle multinazionali siano uguali in tutta Europa? 

Possibile che l'Irlanda possa fare quel che gli pare?

CERTO! 

Se la politica non lavora le aziende se ne approfittano.



E ora ecco cosa scrive Apple sul sito sul tema elusione fiscale

"Il dibattito sulle tasse di Apple non riguarda quante tasse debbiamo pagare, ma dove le dobbiamo pagare. In quanto maggiore contribuente al mondo negli ultimi tre anni abbiamo versato più di 35 miliardi di dollari di imposte sul reddito delle società, oltre ad altri miliardi di dollari di imposte sul patrimonio, imposte sui salari, imposte sulle vendite, e IVA. Crediamo che ogni azienda abbia la responsabilità di pagare le imposte che deve e siamo orgogliosi del contributo economico apportato nei Paesi e nelle comunità in cui operiamo.
Secondo l'attuale sistema fiscale internazionale, i profitti di un'azienda vengono tassati in base al luogo in cui l'azienda crea valore. Le tasse che Apple paga nei vari paesi del mondo si basano su questo principio. La stragrande maggioranza del valore dei nostri prodotti viene indiscutibilmente creata negli Stati Uniti - luogo in cui avviene tutto il lavoro di progettazione, di sviluppo, di ingegneria e molto altro - ed è pertanto agli Stati Uniti che sono dovute la maggior parte delle nostre tasse.
Nel 2015, quando l'Irlanda ha modificato le proprie leggi in materia fiscale, Apple si è adeguata modificando la residenza delle proprie filiali irlandesi e informando l'Irlanda, la Commissione Europea e gli Stati Uniti. Le modifiche che abbiamo fatto al tempo non hanno ridotto il contributo fiscale in nessun Paese. Di fatto, i versamenti all'Irlanda hanno registrato un significativo aumento e negli ultimi tre anni abbiamo pagato al fisco locale 1,5 miliardi di dollari in tasse, ovvero il 7% del totale delle imposte sul reddito delle società versate nel Paese. Tali modifiche sono inoltre servite a garantire che i nostri obblighi in materia di imposte verso gli Stati Uniti non fossero ridotti.
Comprendiamo che alcuni vorrebbero cambiare il sistema tributario affinché le tasse delle multinazionali siano ripartite diversamente fra i vari Paesi in cui operano, e sappiamo che persone ragionevoli possono avere punti di vista differenti su come questo dovrebbe funzionare in futuro. In Apple ottemperiamo alle leggi e se il sistema cambia, ci conformeremo. Sosteniamo fermamente gli sforzi della comunità internazionale verso una riforma tributaria globale che porti a una semplificazione del sistema, e continueremo ad esprimerci in suo favore.





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22.11.19

Tornare

Il vero rischio di andare lontano è che poi mancano motivi per tornare

Andare lontano

Andare lontano

"Solo chi rischia di andare troppo lontano avrà la possibilità di scoprire quanto lontano si può andare".

Per andare davvero lontano c'è bisogno di grande preparazione e un po' di rischio, che è raramente è molto superiore a quello che ci prendiamo attraversando distratti la strada. Certe imprese ci sembrano folli perché manco capiamo il tempo che altri esseri umani come noi dedicano al raggiungimento di un certo risultato, risultato che non è mica detto arrivi sempre. Anzi spesso mica arriva. Ma loro si godono, da soli, il viaggio. Noi "normali", invece, non ne siamo capaci. La voglia di osare ed il talento sono sopravvalutati. Alla preparazione, invece, non ci pensiamo neppure, perché ha a che fare con la fatica quotidiana, poco con i grandi gesti, gli applausi social e le gratificazioni.

21.11.19

Arte, danza e sport oggi

L'altro giorno ho ascoltato per intero un album di Amon Tobin, che non sarà mai uno dei miei artisti preferiti, troppo concettuale: ma dire che non fa grande musica è follia. Chi lo dice solitamente non ha ascoltato abbastanza musica in vita sua e invece di ascoltarla PARLA. Stesso discorso per la musica atonale. Io la apprezzo, il 98% degli ascoltatori no, perché non è in grado di capirla. Per l'arte contemporanea, invece, a volta l'arte sta semplicemente nella questione: ma questa 'cavolate' ,anzi questa CAZZATA sarà arte oppure no? E la risposta è sempre si. Perché anche l'arte può essere piccola e quasi (solo quasi) insignificante, ma l'arte sta nell'interrogativo, nella domanda. Per questo adoro Ai Wei Wei (la sua mostra a Palazzo Strozzi a Firenze è stata la più bella della mia vita) e non amo Marina Abramovic, che sempre e comunque provoca e ponte l'accento sulla spiegazione delle sue cose, che non sono "belle"... E QUINDI, la bellezza oggettiva ovviamente non esiste e ovviamente la disciplina della danza della società occidentale non è così diversa dal modo di ballare delle tribù africane che sembra a noi così libero e invece segue codici precisi / la danza, così come lo sport più puro (atletica, nuoto) è quanto di più lontano dall'uomo contemporaneo occidentale, così lontano dal corpo e dai sacrifici per il corpo. Un danzatore sacrifica la vita intera per fare quel salto, quel passo, quella cosa lì.

16.11.19

Differenze tra cuoco e giornalista

Differenze tra cuoco e giornalista

Molti vogliono fare il giornalista nel senso di critico, di pensatore, di specialista della pubblicazione copia & incolla del comunicato stampa dopo le ovvie correzioni (perché si sa, il PR è solitamente analfabeta). Pochi vogliono rischiare il BIP e andare a fare il giornalista dove servirebbe davvero, contro la mafia, in zone di guerra, nello spettacolo o nelle tendenze - amenità a scrivere soprattutto di ciò che ancora il pubblico non conosce, ovvero non dei famosi, ma di quelli bravi - questa cosa è difficile, perché non sali sull'aereo con Tiesto, non sei figo - lavori come una bestia e molti non capiscono. non capivano ieri e non capiscono oggi. Sarà sempre difficilissimo fare davvero il giornalista e non il giornalista conduttore tv bello con la giacca chic, alle sfilate, con la colonnina in cui spari i tuoi "pensieri"... 

Molti vorrebbero fare il cuoco perché c'è Masterchef. E perché chef vuol dire comandare, "la mia idea di cucina", etc etc. in Realtà è un lavoro durissimo, ma serio e vero e c'è richiesta. Se i giornalisti solitamente sono pagati da testate oggi in crisi in tutto il mondo, mondo in cui dominano i social in cui i "contenuti" (ma sono davvero contenuti? Forse no) li creiamo tutti gratis (...), di cuochi ci sarà sempre più bisogno. Vedi il BOOM epocale di bar e ristoranti nel centro nord italia, perché nessuno cucina più a casa e quindi si mangia fuori per necessità.



14.11.19

TI SCHIERI POLITICAMENTE? SEI PARTE DEL PROBLEMA ITALIANO



Non capisco proprio chi, in questo periodo di totale mancanza di efficienza, chiarezza e capacita di TUTTA la classe politica italiana, si schiera da una parte e mette la melma dall'altra.

Credo sia troppo facile.

Non è facile invece dire che sono indegni tutti, tutti, del lavoro che dovrebbero fare e fanno malissimo. Sono incapaci più o meno tutti, dal primo all'ultimo e che la colpa è anche nostra.

Perché ci schieriamo e/o ce ne fottiamo etc.

Dopo averlo detto, dopo aver constatato l'attuale tragedia, non ci resta che fare qualcosa, ognuno quel che può.

Dal basso.

Senza inutili manifestazioni, senza chiacchiere senza schieramenti.

Io nel mio super piccolo dono il sangue, cerco di rompere le palle al comune di Brescia che non pulisce bene e butta via i soldi e faccio altre cose forse inutili... ma se tutti facessero come me vivremmo in un paese molto migliore.

Molto.

Chi invece si schiera in fondo crea problemi.

Meno stato, meno politica, meno problemi.



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7.11.19

Sporco in Via Repubblica Argentina - Brescia / uno specchietto per terra per mesi

Sporco in Via Repubblica Argentina - Brescia / uno specchietto per terra per mesi tra plastica e schifezze varie 

All'attenzione del comune di Brescia 

Salve,

nonostante la totale e assoluta non soluzione da parte Vostra della questione foglie / sporco / schifezze varie (…) di fronte alla Scuola Primaria Ugolini di Brescia di via R. Argentina) - (vedi qui : http://www.lorenzotiezzi.com/2019/10/sporco-e-febbrile-attivita-del-comune.html  - riassumendo, ho pulito io da solo e continuo a farlo, perché davanti alla scuola non pulisce nessuno, mai e poi mai),

mi rivolgo ancora a Voi per un'altra questione, che, sia mai, non riguarda il verde / parchi, bensì il Vostro lavaggio strade.

In via Repubblica Argentina, all'altezza del negozio Lella e Fernanda (subito dopo la rotonda, in direzione della scuola), ci sarebbe il lavaggio strade ogni secondo mercoledì del mese.

In realtà, l'area in cui qui posteggiano le auto è schifosamente sporca da mesi. C'è di tutto, plastica, carte a sigarette. E il resto di specchietto che vedete in queste foto è lì da settimane e settimane, non è stato deposto dopo il 17 ottobre, ma chissà quando. Non ho prove, ma lo so. Ci passo e guardo per terra.

Visti i precedenti, non ho aspettato e ho provveduto a buttare già questo sporco che vedete nei cestini. Tanto c'è così tanto sporco che i vostri Operatori hanno di che lavorare comunque. Verificherò di persona la mattina del 21 novembre quanto verrà effettivamente rimosso e se servirà provvederò io.

L'inciviltà assoluta di chi butta queste cose in terra non giustifica la palese inefficienza del vostro lavoro, che comprende il quotidiano controllo.

Ci sono poi i vigili, solertisissimi nel multare per ogni minima infrazione. Ci sono le telecamere, puntuali nel multare chi fa 115 in tangenziale e non 110… ma chi sporca  per terra, tanti, non viene multato mai.

Pulisco ogni settimana con le mie mani una parte del giardinetto di via Cremona di fronte alla scuola e fa letteralmente vomitare. La colpa non è solo di chi sporca. E' anche vostra che non controllate mai e spesso manco pulite.

Buon lavoro

Lorenzo Tiezzi
+393393433962

 











VELTRONI COME SIMENON? NO, COME SIMBOLO DEL POTERE ITALIANO E ROMANO CHE NON CAMBIA. NESSUNO VA IN PENSIONE


Walter Veltroni, "ex" politico italiano che avrebbe dovuto fare a vita il missionario in Africa (...), fa anche il regista, il documentarista e lo scrittore di gialli "stile Maigret". Mentre viene intervistato a Radio Capital, organo ufficiale del PD, oggi viene recensito sul Corriere da Maurizio de Giovanni e su Repubblica da Michele Serra. Cavolo, deve essere proprio bravo, se viene promosso a questo livello. Deve essere proprio un genio

Veltroni come Simenon? Non credo. Non lo leggerò mai perché ho letto quasi tutti i Maigret. Non ho tempo. Già un genio come Camilleri a volte mi annoia. Veltroni ome Costanzo, come Vespa, come mille altri anziani "signori", non si rassegna ad una anonima e meritata pensione. No. Resta nella piazza pubblica dei media a prendersi immeritati applausi perché è ancora, in qualche modo che nessuno sa ma sente benissimo, un potente.

L'italiano medio, l'italiano che lavora nei media, il giornalista, il politico in crescita, l'editore che ha bisogno del supporto del partito x o y (...), TUTTI, TUTTI, siamo decisamente sottomessi al potere e alla fama.

Dobbiamo CAMBIARE.

Vecchi signori potenti, andate in pensione.