25.5.09

Ultras, i giornali (e i dj)

Lavoro da anni in una di quelle che i sociologi internazionali
chiamano sottocultura giovanile, ossia il clubbing. I dj sono artisti
quanto i pittori, almeno molti di essi, ma fuori da questa
sottocultura (che non vuol dire una roba al sotto della cultura, ma
una specie di ambiente sociale in cui ci sono regole condivise che
molti, dal di fuori, non capiscono) le persone li considerano solo
dei cialtroni.

Ovvia... parecchi cialtroni lo sono, ma sai quanti pittori cialtroni
conoscono.

Mi viene in mente tutto ciò perché anche gli Ultras, gente che vive
il calcio con grande intensità, un'intensità 1.000 volte maggiore di
noi semplici tifosi, vengono sempre bistrattati perché poco li si
conosce. Però se ne parla. Tutti parlano degli Ultras, di quanto sono
Ultras, ossia estremi e cafoni.

Gli ultras sono il male e noi 'normali' siamo il bene? Ma
figuriamoci. Gli ultras vivono secondo loro regole il calcio e
spesso, anzi di solito, non fanno male a nessuno. Io li ho conosciuti
da vicino e lo dico volentieri.

Perché uno come Maldini non può essere contestato da chi, da anni,
gli paga lo stipendio?

Non parlo di 'picchiare Maldini' bensì di contestarlo. Ma se uno non
può manco far capire che per lui Maldini è un pirla, a parole, con un
striscione, che cazzo ci va a fare allo stadio?


Certo, non tutti gli ultras pagano il biglietto, ma il punto è che
QUASI tutti lo fanno, e che che loro fanno le cose sempre per un
motivo. Non so cosa abbia fatto negli anni Maldini per meritarsi un
addio di questo tipo, senz'altro la cosa è stata meditata e
senz'altro Maldini è ricco, chi lo ha contestato invece no, è povero.

Per cui viva gli Ultras, abbasso Maldini (oppure viva lo stesso
Maldini, io non so perchè venga contestato), abbasso i giornalisti
da un tanto al chilo che non hanno mai parlato per mezz'ora con un
Ultras (però ne scrivono da una vita) e viva pure i dj, che saranno
pure clown, ma sono anche, almeno ogni tanto, un po' artisti.

Altra cosa che sta a favore degli Ultras, lo dico io che faccio
l'ufficio stampa: dei giornali e della stampa se ne fregano, il che
non è mica una cosa così sbagliata.

24.5.09

Alex

Ciao Alex, io sono certo che troverai il modo anche dove sei ora di
girare in infradito, canotta ed occhiali da sole

15.5.09

Come sempre i commenti di Io Non Sto con Oriana meritano più spazio, per cui lo leggete qui (è sul bel Elkann)

 Io Non Sto con Oriana said...

...Intanto, fino ai fatti su ricordati stava in Fiat, dove si "occupava" di immagine e di scarpine da duecentocinquanta euro il paio. Un'indennità di disoccupazione tra le più alte accessibili ammonta a cinquecentosette euro.


Dopo il noto episodio, Lapo ha continuato ad occuparsi di carinerie costose: con quale riscontro non è dato sapere, ma sarà difficile che il sottoscritto, che con due stracci feldgrau va avanti da un lustro all'altro, trasferisca denaro dalle proprie tasche a quelle di questo signore.


Fiat, invece, ha cambiato "immagine" in sei secondi, ridisegnando in maniera radicale perfino il logo. E non c'è forse modo più radicale, nella comunicazione d'azienda, per sancire il passaggio da un'"epoca" a un'altra. Dopo aver cambiato immagine, è andata a dare una mano -e molti quattrini, sembra- agli yankee. Se ce lo avessero vaticinato dieci anni fa, li avremmo presi per pazzi.


COMMENTO DI LORENZO TIEZZI

 "Se ce lo avessero vaticinato dieci anni fa, li avremmo presi per pazzi". Il bello è che tanta gente, credo l'80% degli italiani, non lo vede manco adesso, che gli americani ci stanno vendendo le loro fabbriche perché è giusto farlo  mentre noi gonfiamo il petto come tacchini. Tacchini siamo, ecco tutto.


13.5.09

giornalisti freelance: pagati pochissimo e poi devono anche venire incontro agli editori...

Ecco come sono trattati i giornalisti freelance: pagati pochissimo e
poi devono anche venire incontro agli editori...

Fare un servizio di una pagina su un quotidiano nazionale o pluri
regionale può essere pagato anche solo 20 euro, con certi editori (a
me è capitato)

Il bello è che poi certi super giornalisti tipo Santoro o la Bignardi
o altri molto meno famosi... guadagnano fior di soldi

Resto dell'idea che una sana abolizione dell'ordine dei giornalisti
servirebbe a qualcosa, tanto non serve a niente, se non a difendere i
diritti dei giornalisti assunti dagli editori.

In realtà non è che un sindacato, che tra l'altro non funziona. mica
bene

Ai freelance e ai giovani non pensa nessuno. Si è soli e basta.

Faccio questa considerazione dopo aver ricevuto una comunicazione da
un editore importante che vuole ridurre de 50% i già miseri importi
ai suoi freelance per il 2007 (ossia dopo oltre 2 anni i giornalisti
NON sono stati pagati).

Gli Occhiali di Lapo sono molto rock

Sinceramente non capisco cosa c'entri col rock Lapo Elkann, ma il testimonial di Virgin Radio lo fa bene. E' belloccio ed elegante, come tanti figli di. Mi viene sempre da pensare, ogni volta che vedo il risorgimento suo e della di lui Fiat, che i suo problemi con droga & trans, siano stati una grande trovata di immagine (e/o maquillage estetico). Non è un'idea mia, purtroppo, lo disse Oliviero Toscani (uno che nei '70 propagandava i jeans Jesus con lo slogan chi mi ama mi segua sul culo di una ragazza). 

La realtà dei fatti è più avanti del bacchettonismo imperante.

Dal comunicato stampa degli occhiali del bel Lapo

Da oggi è disponibile online l'ultimo nato della famiglia di occhiali da sole di Italia Independent. Il mod 070 è la variante squadrata del modello 000 light metal ed è dotato di aste in acciaio e naselli regolabili che lo rendono adattabile a qualsiasi tipo di volto. Il frontale è bicolore: il senso della degradazione sia della montatura che delle lenti è dallo scuro verso il più chiaro. Clicca qui per scoprire le sei varianti colore del mod 070 e riceverlo in tempo per l'arrivo dell'estate.

Il team di Italia Independent

9.5.09

Mia nonna, il mobilone e Montanelli

Una mail che ho mandato ad Antonio D'Orrico, che scrive (bene) di
libri sul Corriere Magazine

Caro Antonio,

volevo già comprarmi qualcosa di Montanelli, visto che ho letto tanti
suoi articoli quando era ancora in vita. Poi è morto, e per un motivo
o per l'altro lo stavo dimenticando. L'altro giorno ho scaricato sul
mio ipod, come faccio sempre quando vado a correre, un podcast di
Marco Travaglio, che mi piace, come giornalista, molto di più di
Santoro... e ho capito perché odia tanto Berlusconi. Non sapevo fosse
al Giornale quando Berlusconi entrò in politica, non sapevo avesse
seguito Montanelli alla voce. Insomma, un po' di ragioni per la sua
giornalistica fissazione ce le ha pure, Travaglio intendo. Del suo
maestro non ha certo preso la sobrietà e l'asciutezza. Sempre lì ad
essere anti berlusconiano. Esagera e perde.

Ma le scrivo, oltreché per farle i soliti complimenti, per parlare
del mio Montanelli, ossia di mia nonna. Perché me lo fece scoprire
lei, e come lui, era una persona di cultura che però non la faceva
pesare. Si, mia nonna, mi diceva anche di uscire con gente del mio
livello, non con i miei amici dell'Antella, paesino oggi molto chic a
pochi km da Firenze (30 anni fa non lo era)... ma in un certo senso
aveva ragione. La cultura va coltivata, sennò te la dimentichi.

Dietro di me, finalmente, ho il mobilone che aveva in casa lei, anzi
suo padre, il generale Mirandoli (c'è una carta appiccicata dietro
che lo attesta). Mio padre dice che anche stato a corte, boh... L'ho
portato su da Firenze a Brescia mercoledì, col mio amico Danilo, che
fa l'imbianchino e mi ha aiutato anche portarlo su per le scale (col
pianoforte) anche mio suocero, uno che ogni giorno legge tutto Libero
(tutto). Ossia legge più di me.

Ecco, io sono certo uno come mio suocero, vorrebbe tanto leggere
l'italiano semplice e perfetto di Montanelli, invece che le
sciatterie molto acculturate che capita di leggere sui giornali e in
tanti libri.

Lorenzo Tiezzi

23.4.09

Moog workshop. Come funziona un sintetizzatore Un workshop a Bassano

Per i soli puristi. Gli altri usano Garageband...

Moog workshop. Come funziona un sintetizzatore
Nu Fest presenta il programma formativo curato dal docente e musicista Enico Cosimi
Bassano del Grappa (VI) dal 21 al 25 Luglio 2009
 
 
Un valido approfondimento sui come e i perché nascosti dietro al funzionamento dei moog, finalizzato al suo impiego creativo. L'interessante possibilità è offerta dal coordinamento di Nu Fest che organizza dal 21 al 25 luglio il Moog workshop nella splendida cornice di Bassano del Grappa.
In cattedra, dopo il successo del workshop realizzato da Nu fest nelle aule dell'Università di Padova, ritorna il docente e musicista Enrico Cosimi, un vero esperto di didattica musicale che alternerà lezioni teoriche a prove sul campo con svariati modelli di sintetizzatori forniti dalla Moog e Midiware, partners dell'evento.
A partire dalle strutture analogiche più semplici, ma con costanti agganci trasversali ai comportamenti virtual analog (stand alone e plug-in), vengono trattati tutti i concetti necessari al musicista per padroneggiare la programmazione ed il funzionamento dello strumento elettronico.

Si parlerà di sorgenti sonore, dei modificatori di segnale, delle sorgenti di controllo e dei loro modificatori, dei canali di sintesi a struttura progressivamente complessa, del trattamento creativo con processori analogici esterni e della loro integrazione in strutture facilmente controllabili. Oltre alla classica piattaforma didattica Clavia Nord Modular G2/G2X, il workshop sfrutta una notevole concentrazione di sintetizzatori e processori d'effetto Moog Music. Ogni sei ore di lezione frontale, ovvero ogni due lezioni da tre ore, è prevista un'ora per il laboratorio, la sperimentazione guidata con le apparecchiature, confronti e discussione.

Martedì 21 luglio è inoltre in programma il concerto di soli sintetizzatori di Adam Holzman, docente di pianoforte della New School for Jazz & Contemporary Music di New York e del Summer Jazz Workshop 2009, conosciuto e apprezzato tra i suonatori di moog, synth e hammond.

 

I partecipanti al corso avranno a disposizione: un cd demo per seguire le lezioni (è consigliabile portarsi il proprio PC/laptop); uno sconto speciale del 25% sui prodotti software Arturia, inclusa la nuovissima versione del "MiniMoog V 2.0"; sconto sui prodotti Moog se acquistati entro un mese dalla data del workshop.
Inoltre il docente Enrico Cosimi, Midiware Italia e Moog metteranno a disposizione durante le lezioni tutto il catalogo Moog oltre a un Voyager Signature Editio a tiratura limitata autografato da Bob Moog.
A tutti i partecipanti verrà rilasciato un attestato di partecipazione autorizzato da Moog.

 

Il costo del workshop è di 210 €,  180 per chi si iscrive entro il 15 giugno.

 

Per informazioni ed iscrizioni:
Marcello Mormile – +39 334 6695008 – marce@venetojazz.com
www.myspace.com/nu_fest 
 
Links utili:

Fwd: Terzo giorno: 23 aprile

> Ma quando finisce, 'sto Salone?
>
> Non mi piace Fuorisalone.it perché si attiva solo durante il
> Salone. Le community e i siti devono essere vivi tutto l'anno (per
> me)... E secondo me Diesel ha pagato per essere sempre in testa
> alla newsletter.
>
>
>
> NEWSLETTER N.74 // 23.04.2009
>
>
>
> SUCCESSFUL LIVING FROM DIESEL |
> Diesel a Milano apre le porte durante la settimana milanese del
> design per dare il benvenuto alle nuove collezioni Successful
> Living from Diesel: i mobili sono stati prodotti in collaborazione
> con Moroso, l'illuminazione con Foscarini e la nuova collezione di
> tessile casa con Zucchi.
> All'interno della Penthouse le collezioni prendono vita: le
> installazioni si trasformano in strutture interattive. L'atmosfera
> è caratterizzata da due anime opposte e complementari: una più
> scura e rock ospitata nella dark room, l'altra luminosa ed ispirata
> alla natura che vive nella light room.L'atmosfera è rock fin
> dall'ingresso del building dove troneggia un "Rock Marquee"
> tridimensionale che presenta i quattro brand coinvolti nell'evento
> come star di Broadway ... vieni a trovarci e scopri le nostre nuove
> collezioni.
>
> Successful Living from Diesel with Moroso, Foscarini and Zucchi.
> 22-26 Aprile 14-22 pm
> 23 Aprile opening event su invito a partire dalle ore 20pm
>
> Diesel Penthouse - Via Stendhal 34
>
> Diesel Milan building opens its doors during the Milan design week
> and welcomes the new Successful Living from Diesel collections:
> furniture with Moroso, lighting with Foscarini and the new textile
> collection with Zucchi.
> In the Penthouse the collections come to life: the installations
> are turned into interactive actions. The atmosphere is
> characterized by two opposite but complementary souls: a dark and
> rock spirit featured in the dark room contrasting with a bright and
> natural mood represented in the light site.A spectacular rock
> atmosphere greets you at the entrance with a three-dimensional
> "Rock Marquee" featuring the names of the four brands performing
> all night long like Broadway stars ... come by to see us and
> experience the inspirations of the new collections.
>
> Successful Living from Diesel with Moroso, Foscarini and Zucchi.
> April 22nd-26th 2-10 pm
> April 23rd opening event by invitation only starts at 8pm
>
> Diesel Penthouse - Via Stendhal 34

21.4.09

Radicale libero ed elettronico, dentro e fuori

Alle Europee, sono molto contento di poter votare radicale e non Pd o quel che c'è a sinistra, al centro o a destra. Sono convinto che unire il referendum alle europee sia una scelta ovvia, come dall'oggi al domani sarebbe necessario utilizzare il voto elettronico oppure assistito per chi non ha un collegamento web.

I sorrisoni di Federico Scavo, che il 22 maggio suona al Cavalli Club di Firenze




Proseguono con un grande artista house i mercoledì del Cavalli Club.

Ad animare la consolle di scena con la sua tribal-funky house music Federico Scavo che il 22 maggio sarà accompagnato dalla calda voce di Christine Love.

I fatti, la sostanza, la testardaggine e i risultati: questo è ciò che sino ad oggi ha contraddistinto Federico Scavo, disc jockey dal 1991 e produttore discografico dal 1994. Scavo ha suonato nei locali più particolari del pianeta: al Pacha di Sharm El Sheikh, in Egitto, per poi volare in Svizzera, all'Oxa. Tornato in patria, ha partecipato a una delle "onenight" più popolari d'Italia, il Supalova di Joe T. Vannelli. Il suo stile musicale? Una funky-house influenzata da electro con richiami anni '70 e vibrazioni tribali.





16.4.09

Se sei freelance ogni giorno devi combattere prima di tutto con te stesso e dirti che sei bravo

Se sei freelance ogni giorno devi combattere prima di tutto con te
stesso e dirti che sei bravo

Tanto i clienti non te lo dicono mai

E poi devi combattere con i clienti

E poi farti pagare

Ma è bello, alla fine del mese o dell'anno, capire quando hai fatto
centro sulle cose

E non avere il classico capo

Ciao Lorenzo Tiezzi

13.4.09

Il terremoto e quello che penso

La tragedia assoluta del terremoto in Abruzzo ci tocca tutti. Ognuno
di noi, con le nostre piccole e banali vite, si sente di dover dire o
fare qualcosa perché se non facciamo niente e se non diciamo niente,
tutte le piccole e banali cose che facciamo ogni giorno perdono
significato. La morte, specie in questi tempi di X Factor e Gf, fa
ancora più paura. La morte, la guardiamo in faccia solo quando non
possiamo farne a meno, noi normali. Noi sani, come diceva mia mamma,
che sana non è stata quasi mai per tutta la sua vita ma è riuscita a
campare fin quasi a 70 anni e fare me e mia sorella, che siamo venuti
benino. Noi normali e sani non possiamo capire che la vita è dura ed
è sempre attaccata un filo... ma c'è qualcuno che capisce. E sono
quelli che davvero, ogni giorno, e non solo quando c'è 'l'emergenza'
fanno volontariato, nel loro piccolo, senza tanti inutili proclami.
Il terremoto è uno schifo, certo, ma la vita e la malattia (e la
morte) spesso fanno schifo, ancora più schifo... perché il terremoto
mette tutti allo stesso livello (l'ho sentito dire a un terremotato),
mentre la nostra bella società col cavolo che ci mette tutti in riga,
tutti uguali. Per cui la mia speranza personale, per me, e non per il
resto del mondo, è cercare di capire che non c'è emergenza, non c'è
l'sms per donare... non c'è la tragedia in Abruzzo. La tragedia è non
fare, giorno dopo giorno, tante piccole (piccole?) cose che
potrebbero riuscire a farmi sentire un po' meglio. Si può fare, lo
posso fare, lo devo fare. Basta che apra la porta di casa e che
riesca ad essere almeno un po' ottimista.

9.4.09

Comunicazione e pubblicità

A mio parere i comunicati sono sempre pubblicitari. Ossia comunicano qualcosa che un'azienda vuol far sapere ai giornali, anzi ai giornalisti. Sono questi ultimi a filtrare i comunicati ed, eventualmente, farli diventare notizie. Lo stesso comunicato che qualche giornalista può giudicare pubblicitario e quindi perfettamente inutile, può diventare invece "notizia" per altri colleghi. Un negozio di sportswear di ricerca che apre in una città turistica può essere una notizia, visto che si parla sempre di crisi... Forse certi settori, lo sportswear di qualità a basso costo, non sono così in crisi. Oppure questo fatto, ossia l'apertura di un negozio, può essere del tutto non interessante. Dipende dai giornalisti e dalle testate. La professionalità dei comunicatori non si misura nel fare filtro preventivo, bensì nello scrivere comunicati in italiano, comunicati che contengano soprattutto fatti e non solo slogan (come spesso le aziende richiedono). 



Gianni Riotta e il terremoto

Credevo che Gianni Riotta si fosse dimesso dopo le polemiche
sull'enfasi con cui il Tg 1 ha comunicato gli ottimi ascolti nei
telegiornali relativi al terremoto. Invece va a dirigere il Sole24
ore. Che belpaese che siamo.

4.4.09

Mamma + Mission impossible

Sono specializzato nelle missioni impossibili anche se con l'età mi commuovo spesso e non riesco a dimenticare mia mamma che non c'è più da tempo. Mi manca e non mi sembra giusto. La vita è giustamente fatta così, si nasce e si muore e credo che i frutti della vita di mia madre (io, mia sorella, i suoi quadri, i suoi allievi) siano un bel po'. Anzi un bel po' tanti. Ma perché allora mi manca? Non ho neanche molti rimpianti. Manco uno. Mi manca perché non so con chi parlare di certe cose, o meglio, di tutto. (...)

Mi dà più adrenalina un insuccesso d'un successo, nel lavoro. Perché in fondo, il fondo, per chi ha fiato, è solo una rincorsa per risalire. Il fondo è solo un altro doppiofondo da scavare (entrambe le immagini di fondo le ho copiate, la prima dai Perturbazione, la seconda da Freakantoni). E io ho fiato per scavare risalendo, contemporaneamente. Sono specializzato in tutto ciò, e nel farlo con una certa eleganza. Come sono specializzato nello scrivere sinossi di romanzi che non scriverò. Sono simpaticamente legato ai propositi che un po' poi li rispetto e sono buddista nell'animo, ma poi mio figlio vuoi che non lo faccia battezzare anche se non siamo sposati in chiesa. L'idea del prete comunque piace, per gli altri, per me no. Ho un fisico da bronzo di Riace, ma quello più vecchietto, con un accenno de panza, perché sono uomo di sostanza. Adesso ti saluto che devo andare in posta. (...)



1.4.09

Lavoro e felicità

Il lavoro è una trincea. Lo si prende sorridendo ma i proiettili ci sono e le bombe pure. Si potrebbe rilassarsi molto di più e vivere con serenità ma non è facile, affatto. Tuttavia l'età aiuta e addolcisce gli spigoli e le ansie. Le paure restano, sono oggettive, perché lavorare è difficile. Ma forse l'autostima è cresciuta. O almeno, si sa che la vita dipenda anche dipende dai risultati, dalle pacche sulle spalle, dai si e dai no. Ma non solo. La felicità, poi, è tutto un altro paio di maniche.







20.3.09

Allevi e Beethoven

Ieri su un bollettino di una associazione musicale bresciana (www.filarmonicacapitanio.it) ho letto un bell'articolo su una polemica tra Allevi, il pianista spintissimo dal potente ufficio stampa Riccardo Vitanza e Uto Ughi, virtuoso del violino. Un articolo equilibrato e ben scritto, piacevole.

E allora sto pensando.

Sono senz'altro un uomo fortunato perché posso godere di Beethoven suonato da Benedetti Michelangeli, di una mattinata di sole e anche di Allevi e degli U2. Chi ha ancora tempo da perdere, dividendo la musica tra pop e classica, di musica capisce poco. Certo che Allevi fa musica classica se con classica si intende musica legata alla tradizione della musica d'arte. 

La parola classica è sbagliata. Cos'è classico, Satie? No. Perché gli orchestrali che conosco, almeno molti di essi, non lo capiscono... e poi se lo ritrovano, ricucinato, in ogni colonna sonora dei serial tv e pure nel pianoforte di Imagine di John Lennon. Come mi ha detto quando ci ho parlato, la musica di Allevi è un prodotto dei conservatori, perché lui lì ha passato la vita, nei conservatori. Uto Ughi è bravo a suonare il violino e difende i geni. Certo che Allevi un genio non è, ma figuriamoci. Però non ridiamone. Neppure Ughi, ottimo interprete, quasi geniale... è un genio. Manco lui. Lui, questo è vero, è un grande divulgatore, molto meglio lui di quei rompiscatole che rompono le scatole con la Grande Musica. Ma che, i Beatles sono piccola musica? Ogni artista è figlio del suo tempo. Purtroppo viviamo tempi difficili e anche la nostra musica lo è. E' troppo bello rifugiarsi nel passato e credere che allora, ah si, allora si faceva musica, oggi solo rumore. Beethoven, per chi non lo sapesse, ai suoi tempi era considerato un pazzo o quasi.

Ma venendo alla questione classica conservatorio pop... A me anche solo la parola, conservatorio, fa ribrezzo. Che cosa c'è da conservare? Il pubblico dei concerti classici, ossia perfetti ed assoluti e noiosissimi? No. Quando si suona Arcana di Varese tutti se ne stanno a casa. E invece Arcana è facile quanto i Beatles, basta chiudere gli occhi e farsi trasportare. 

La musica si divide in due macro categorie: buona e cattiva. Io cerco di ascoltare e fare, quando riesco, solo la prima. Oggi sto ascoltando iTunes, a caso, ossia il sistema pesca a caso nella mia grande libreria sonora. Adesso Beethoven suonato da Michelangeli è finito ed è passato a un pezzo di Paul Weller, anch'esso a base di piano. Il sole splende e mi sento un uomo fortunato.








9.3.09

L'alta velocità delle FS: - 40% solo a chi abita in grandi città. Ma che è, una presa i fondelli?

Fantastica questa offerta delle FS.

Chi abita a Roma e va a Milano per un solo giorno con l'Eurostar (ossia di solito un professionista) e paga online, paga il 40% in meno del biglietto.

Chi invece abita a Frosinone e prima passa da Roma (e quindi prende 2 treni), non ha diritto allo sconto. Ma che è, una presa per i fondelli? 

Senz'altro si.

Offerta andata e ritorno in giornata

Dal 14 dicembre 2008 al 13 giugno 2009 approfitta della vantaggiosa offerta andata e ritorno in giornata! 
L'offerta ti consente di acquistare con lo sconto del 35% i biglietti per viaggi di andata e ritorno da effettuare nella stessa giornata per collegamenti sui treni Eurostar Italia Alta Velocità (AV), Eurostar Italia Alta Velocità Fast (AV Fast)  e Eurostar Fast (ES* Fast) con tempi di percorrenza pari o superiori a 3h e 30'. 
L'offerta è valida solo per i viaggi diretti, effettuati utlizzando un solo treno per ciascun collegamento. Non sono previste limitazioni nel numero dei posti a disposizione. 

In breve:
Treni ammessi AV, AV Fast, ES* Fast
Riduzioni ammesse Nessuna
Cambio prenotazione Non consentito
Cambio biglietto Non consentito
Accesso ad altro treno Non consentito. Nel caso di utilizzo del biglietto in giorno o su treno diverso da quello prenotato si viene considerati sprovvisti di biglietto.
Rimborso Non consentito
Come acquistare l'offerta A/R in giornata
L'offerta è acquistabile su tutti i canali di vendita: 
 
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Call Center 89 20 21(numero a pagamento)

Per gli acquisti online, puoi accedere ad un percorso dedicato all'offerta A/R in giornata, che in modo semplice e veloce  ti permette di selezionare il viaggio desiderato, visualizzare il prezzo scontato dell'offerta A/R con una ulteriore riduzione del 5%* e procedere direttamente all'acquisto.
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*la riduzione del 5% è prevista anche per acquisti tramite Call Center Trenitalia 89 20 21 (numero a pagamento) e per i biglietti emessi in modalità ticketless presso le agenzie di viaggio abilitate

6.3.09

I Daft Punk e il futuro della musica...

L'ennesima citazione dei Daft Punk in una pop song?  Dopo Technotronic, un pezzo più cretino che mai (a sua volta molto vicino a una stupidata geniale, Gym Tonic del bel Bob Sinclar) che è diventata l'anima (musicale) della nuova Alfa Mito... eccoci che arriva il campionamento di Veridis Quo in un brano della bella Jazmine Sullivan. La canzone non la cito nemmeno perché non esiste. Già "l'originale" dei Daft Punk era solo un insieme di cosa già sentite al limite dell'idiozia (come è giusto fare in quest'epoca di format) oppure geniale. La canzone ripeteva all'infinito una serie di accordi discendenti stile Bach, svuotandoli di ogni significato armonico e melodico e musicale. Alla fine del primo ascolto della canzone mi chiedevo, è musica questa? E se è musica, che musica è? Senz'altro è brutta, come certe opere d'arte contemporanea. Senz'altro è un insulto a chi passa anni a imparare a suonare. Senz'altro è insopportabile, senz'altro mi piace.