Un blog dedicato ai fatti di Lorenzo Tiezzi, un blog quindi senz'altro interessantissimo Se invece stai cercando i comunicati stampa di Lorenzo Tiezzi, li trovi su www.lorenzotiezzicomunicazione.blogspot.com Il sito dell'agenzia è invece www.lorenzotiezzi.it Qui, insomma, trovi solo pensieri... Poca roba.
29.9.11
22.9.11
idee
Mai regalare le proprie idee, perché le idee sono giudicate, i fatti accettati. Trasformare ogni idea in un fatto / risultato va bene. Fregarsene altamente di questi ultimi meglio. Infischiarsene completamente dei pareri altrui è sintomo di genialità.
20.9.11
9.9.11
1.9.11
Fare foto ed essere professionisti
L'argomento piace perché fare foto (come scrivere, fare musica, etc) è per fortuna un bel bisogno che va al di là del professionismo e della professionalità. Come Settimio anche io suono il piano, non sono però Giovanni Allevi e non sono Mozart... però la differenza tra Settimio (come pianista), Allevi e Mozart la capisco bene, proprio perché suono. L'importante è avere una cultura di base e capire che alcuni, per mille motivi, sono più bravi di te, ma tu non sei mica un pirla. Apprezzare il talento altrui è una cosa splendida, visto che spesso lavoro con gli artisti so che è un apprezzamento molto difficile da fare... Ma quando lo fa, quando fai un passo indietro e ascolti, è splendido. Come dicevo, suono... ma quando ho sentito per la prima volta Megamix di Jovanotti ho sentito una quantità di brividi che ho capito che per me contano più i brividi del fatto che l'ha scritta lui e la canta lui. Anche perché poi la canto anche io, come e quanto lui. Saluti a tutti!
Commento a un bel post del bel blog di Benedusi
http://www.benedusi.it/blog/fotometro
31.8.11
E poi uno dice che l'Italia va male, Festival Letteratura va bene
http://www.festivaletteratura.it/eventi.php#261
24.8.11
Sull'orlo del precipizio, si balla
Sull'orlo del precipizio, si balla e non si capisce che siamo quasi come in Libia. Solo che nessuno ha la forza di fare la rivoluzione. In Italia non abbiamo dittatori e non abbiamo indignatos ma la situazione è anche peggiore. Stiamo diventando come gli indiani delle caste inferiori, che si sentono destinati (a un destino di m). Balliamo, anzi. Balliamo col sorriso sulle labbra. Tra i pochi che invece giustamente piangono c'è Oscar Giannino. Mi riconosco in tutto quello che dice.
26.7.11
22.7.11
Valerio Cleri, un uomo un mito
«Quando si esce dall’acqua sicuri di aver dato il massimo non ci sono rimpianti. Peccato per il pass olimpico mancato, ma a noi le cose facili non piacciono e ci riproveremo a maggio alle qualificazioni a Setubal, con l’acqua a 15 gradi, sarà tutta un’altra gara».
12.7.11
40 morti italiani in Afghanistan, ne valeva la pena?
Non so rispondere, chiedo al mio amico Alessandro, militare che c'è stato. La mia idea di civile tranquillo che non rischia la vita, è che si, la democrazia vale la vita. Ma non è la mia.
1.7.11
Non sono d'accordo: cari europei, rubate meno musica e meno roba che i siti non ve li chiudono
La situazione si fà seria: oltre 100.000 di noi hanno inviato messaggi per fermare il bavaglio a internet e ora ci rimangono solo 5 giorni per agire. Firma sotto e inoltra questa e-mail a tutti!
Cari amici,
Fra pochi giorni l'Autorità per le comunicazioni potrebbe votare un provvedimento che metterebbe il bavaglio alla rete, arrivando perfino a chiudere siti internet stranieri in modo arbitrario e senza controllo giudiziario. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per difendere la nostra libertà d'informazione su internet!
Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e fra qualche giorno un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.
Non c'è tempo da perdere. La prossima settimana l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!
http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl
Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora, lontano dai riflettori, il governo ha la possibilità concreta di espandere i suoi tentacoli sulla rete, a meno che i cittadini non alzeranno la voce per fermarlo.
La nuova regolamentazione permetterebbe all'Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright da siti internet italiani senza alcun controllo giudiziario. Ancora peggio, la pubblicazione di una canzone o di un testo sospetto potrebbero perfino portare alla chiusura di interi siti internet stranieri, inclusi siti d’informazione, portali di software libero, piattaforme video come YouTube o d’interesse pubblico come WikiLeaks.
Se approvata, la nuova regolamentazione garantirebbe di fatto poteri legislativi e giudiziari a un organo amministrativo le cui funzioni dovrebbero essere esclusivamente consultive e di controllo, aprendo così la strada a un processo decisionale arbitrario e incontrollato. L'Autorità, nella speranza di passare inosservata, sta velocizzando al massimo la decisione, che è prevista per la prossima settimana.
Ma insieme possiamo costruire un enorme grido pubblico e convincere i membri chiave dell'Autorità che sono ancora indecisi a opporsi alla regolamentazione e rimandare così la questione all'unico organo che ha i poteri costituzionali per legiferare sulla materia: il Parlamento. Manda un messaggio ora e inoltra l'appello il più possibile:
http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl
I governi sono sempre più impauriti da internet, che è diventato uno strumento per aprire il dibattito pubblico e per la mobilitazione dei cittadini, e stanno cercando così di imporre regole più strette di censura. Ma i cittadini stanno rispondendo, come in Gran Bretagna, dove l'opposizione dell'opinione pubblica ha costretto il governo a ritirare la legislazione sul copyright che voleva mettere un bavaglio alla rete. In Italia lo scorso anno siamo riusciti a fermare la "legge bavaglio" liberticida. Vinciamo di nuovo!
Cari amici,
Fra pochi giorni l'Autorità per le comunicazioni potrebbe votare un provvedimento che metterebbe il bavaglio alla rete, arrivando perfino a chiudere siti internet stranieri in modo arbitrario e senza controllo giudiziario. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per difendere la nostra libertà d'informazione su internet!
Il nostro governo ha lanciato un nuovo attacco alla libertà di accesso all'informazione, e fra qualche giorno un organo amministrativo sconosciuto ai più potrebbe ricevere poteri enormi per censurare internet.
L’Autorità per le comunicazioni, un organo di nomina politica, sta per votare un meccanismo che potrebbe perfino portare alla chiusura di qualunque sito internet straniero - da Wikileaks a Youtube ad Avaaz! - in modo arbitrario e senza alcun controllo giudiziario. Gli esperti hanno già denunciato l’incostituzionalità della regolamentazione, ma soltanto una valanga di proteste dell’opinione pubblica può fermare questo nuovo assalto alle nostre libertà democratiche.
Non c'è tempo da perdere. La prossima settimana l'Autorità voterà la delibera, e se insieme costruiremo un appello pubblico enorme contro la censura su internet potremo fare la differenza. Inondiamo i membri dell'Autorità di messaggi per chiedere di respingere la regolamentazione e preservare così il nostro diritto ad accedere all’informazione su internet. Agisci ora e inoltra l'appello a tutti!
http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl
Negli anni Berlusconi ha cercato più volte di controllare l’informazione su internet, ma finora i suoi tentativi sono sempre falliti. Ora, lontano dai riflettori, il governo ha la possibilità concreta di espandere i suoi tentacoli sulla rete, a meno che i cittadini non alzeranno la voce per fermarlo.
La nuova regolamentazione permetterebbe all'Autorità per le Comunicazioni di rimuovere contenuti sospetti di violazione del copyright da siti internet italiani senza alcun controllo giudiziario. Ancora peggio, la pubblicazione di una canzone o di un testo sospetto potrebbero perfino portare alla chiusura di interi siti internet stranieri, inclusi siti d’informazione, portali di software libero, piattaforme video come YouTube o d’interesse pubblico come WikiLeaks.
Se approvata, la nuova regolamentazione garantirebbe di fatto poteri legislativi e giudiziari a un organo amministrativo le cui funzioni dovrebbero essere esclusivamente consultive e di controllo, aprendo così la strada a un processo decisionale arbitrario e incontrollato. L'Autorità, nella speranza di passare inosservata, sta velocizzando al massimo la decisione, che è prevista per la prossima settimana.
Ma insieme possiamo costruire un enorme grido pubblico e convincere i membri chiave dell'Autorità che sono ancora indecisi a opporsi alla regolamentazione e rimandare così la questione all'unico organo che ha i poteri costituzionali per legiferare sulla materia: il Parlamento. Manda un messaggio ora e inoltra l'appello il più possibile:
http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio/?vl
I governi sono sempre più impauriti da internet, che è diventato uno strumento per aprire il dibattito pubblico e per la mobilitazione dei cittadini, e stanno cercando così di imporre regole più strette di censura. Ma i cittadini stanno rispondendo, come in Gran Bretagna, dove l'opposizione dell'opinione pubblica ha costretto il governo a ritirare la legislazione sul copyright che voleva mettere un bavaglio alla rete. In Italia lo scorso anno siamo riusciti a fermare la "legge bavaglio" liberticida. Vinciamo di nuovo!
22.6.11
italiani beoti e il referendum sull'acqua pubblica...
Trasporto, elettricità, servizi cimiteriali: tutto resta pubblico. Adesso il pubblico occuperà ancora di più gli spazi. (Catricalà, Antitrust). L'avete voluto voi, cari italiani, beoti come sempre. Adesso non lamentatevi... beoti vuol dire provenienti dalla Beozia, ossia contadinelli, ossia ignoranti di tante, tante cose... Ecco gli italiani.
21.6.11
Vittoria contro la "guerra alle droghe" ? Speriamo...
Vittoria contro la "guerra alle droghe"
La guerra alle droghe è costata miliardi di euro di tasse, ha versato altre migliaia di miliardi nelle casse della criminalità organizzata, è costata un numero enorme di vite umane e ha ottenuto 0 risultati.
Nonostante questo è da decenni che qualunque dibattito per mettere fine alla guerra alle droghe viene soffocato. Nelle cerchie ufficiali, è tabù parlare di regolamentazione e depenalizzazione; alcuni hanno perso addirittura il lavoro per averlo fatto.
Poi un gruppo di ex Presidenti ha formato la Commissione globale sulle droghe per chiedere pubblicamente una riforma, ma fronteggiavano un serio problema: i politici hanno sempre detto che non possono agire perché non c'è il sostegno dell'opinione pubblica necessario per il cambiamento! Avaaz si è quindi unita alla battaglia.
Abbiamo lanciato la campagna, e in una settimana la nostra comunità ha dimostrato ai politici che si sbagliavano, con oltre 600.000 Avaaziani che chiedevano la fine della guerra alle droghe. Gli ex Presidenti e il miliardario Richard Branson hanno quindi convocato una conferenza stampa, presentando i loro rapporti commissionati a esperti per la riforma e ricevendo la petizione di Avaaz. La risposta è stata incredibile! Sono stati scritti oltre 2000 articoli (AP, IPS, The Guardian), e tutti positivi! Il tabù è stato abbattuto...
In un incontro molto importante nel pomeriggio, gli ex Presidenti si sono rivolti più volte alla nostra comunità per chiedere aiuto per portare avanti la campagna, insistendo sul fatto che soltanto una pressione dal basso avrebbe potuto spingere la politica ad agire.
Il giorno successivo la Commissione globale e Avaaz hanno incontrato il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon. Nei 30 minuti di discussione la petizione di Avaaz è stata presentata e citata più volte come prova che l'opinione pubblica si è schierata per mettere fine alla guerra. Ban ha risposto dicendo che condivideva il nostro punto di vista e che ha deciso di creare una task force che cercherà nuove soluzioni al problema delle droghe! Un dibattito nuovo e necessario è finalmente cominciato...
La guerra alle droghe è costata miliardi di euro di tasse, ha versato altre migliaia di miliardi nelle casse della criminalità organizzata, è costata un numero enorme di vite umane e ha ottenuto 0 risultati.
Nonostante questo è da decenni che qualunque dibattito per mettere fine alla guerra alle droghe viene soffocato. Nelle cerchie ufficiali, è tabù parlare di regolamentazione e depenalizzazione; alcuni hanno perso addirittura il lavoro per averlo fatto.
Poi un gruppo di ex Presidenti ha formato la Commissione globale sulle droghe per chiedere pubblicamente una riforma, ma fronteggiavano un serio problema: i politici hanno sempre detto che non possono agire perché non c'è il sostegno dell'opinione pubblica necessario per il cambiamento! Avaaz si è quindi unita alla battaglia.
Abbiamo lanciato la campagna, e in una settimana la nostra comunità ha dimostrato ai politici che si sbagliavano, con oltre 600.000 Avaaziani che chiedevano la fine della guerra alle droghe. Gli ex Presidenti e il miliardario Richard Branson hanno quindi convocato una conferenza stampa, presentando i loro rapporti commissionati a esperti per la riforma e ricevendo la petizione di Avaaz. La risposta è stata incredibile! Sono stati scritti oltre 2000 articoli (AP, IPS, The Guardian), e tutti positivi! Il tabù è stato abbattuto...
In un incontro molto importante nel pomeriggio, gli ex Presidenti si sono rivolti più volte alla nostra comunità per chiedere aiuto per portare avanti la campagna, insistendo sul fatto che soltanto una pressione dal basso avrebbe potuto spingere la politica ad agire.
Il giorno successivo la Commissione globale e Avaaz hanno incontrato il Segretario Generale dell'ONU Ban Ki-moon. Nei 30 minuti di discussione la petizione di Avaaz è stata presentata e citata più volte come prova che l'opinione pubblica si è schierata per mettere fine alla guerra. Ban ha risposto dicendo che condivideva il nostro punto di vista e che ha deciso di creare una task force che cercherà nuove soluzioni al problema delle droghe! Un dibattito nuovo e necessario è finalmente cominciato...
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