Un blog dedicato ai fatti di Lorenzo Tiezzi, un blog quindi senz'altro interessantissimo Se invece stai cercando i comunicati stampa di Lorenzo Tiezzi, li trovi su www.lorenzotiezzicomunicazione.blogspot.com Il sito dell'agenzia è invece www.lorenzotiezzi.it Qui, insomma, trovi solo pensieri... Poca roba.
8.8.17
la maleducazione gallipolina
30.7.17
Gregorio e Federica
28.7.17
NO WAX ED IL CAZZEGGIO DEL WEB
Il web (rete di computer) è nato ambito militare e medico, per scambiarsi informazioni, ovviamente tra persone qualificate. Oggi sul web c'è un po' tutto, ma non c'è la testa.
Ovvero, se anche se non sei medico pretendi di capire la medicina leggendo 4 cazzate sul web... se credi di essere un esperto di tattica militare non avendo studiato un piffero, puoi farlo. Se ti va.
Puoi pure urlare NO VAX contro ogni evidenza scientifica (sapere condiviso da chi studia un settore). Infatti oggi sul web tutti possono dare opinioni non richieste, esprimersi, dire la loro, indignarsi. Sono la maggioranza. Chi studia, chi sa, chi capisce... mica ha tempo di star lì al cazzeggio. I cazzeggiatori invece...
L'importante è che gli altri, i normali, non perdano manco un secondo con i "geni" che credono di sapere tutto, pur non passando la vita a studiare ciò che gente ha già capito decenni o migliaia di anni prima di loro.
26.7.17
Non è detto che...
Non è detto che tutti i possessori di Hummer siano stronzi, ma è molto probabile che tutti gli stronzi desiderino possedere un Hummer.
Non è detto che tutti i parrucchieri siano gay, ma è molto probabile che tutti i gay desiderino fare i parrucchieri.
Non è detto che tutti i paracadutisti siano nazisti, ma è molto probabile che tutti i nazisti desiderino essere paracadutisti.
Non è detto che tutti i tatuati siano ignoranti, ma è molto probabile che tutti gli ignoranti desiderino tatuarsi.
Non è detto che tutti i fotografi siano cretini, ma è molto probabile che tutti i cretini vogliano diventare fotografi.
19.7.17
comune sentire
15.7.17
I no-vax probabilmente non studiano
I no-vax probabilmente non studiano
Se uno passa la vita a studiare e leggere di un argomento poi non si stupisce se in un altro molto complicato deve affidarsi quasi del tutto al sapere ufficiale condiviso (scienza)
Se invece ogni giorno si sta al cazzeggio sui social senza leggere e studiare ogni parere ed ogni idiozia ha più o meno lo stesso livello
Col piffero
Leggendo i grandi, parlo di storia filosofia sociologia etc ti accorgi che non è così
Arrivi al loro incredibile livello imparando cose a cui non saresti mai arrivato e capisci quanto sei piccolo
13.7.17
riflessioni su Radio24 e giornalismo
riflessioni su Radio24 e giornalismo
i giornalisti sono tra le categorie meno produttive del pianeta
Radio24 ha decine e decine di giornalisti, che, tutti insieme producono delle news radiofoniche di circa 5 minuti ogni ora, dalle 6 a mezzanotte (dalle 1 alle 5 repliche)
18 news di 5 minuti (in realtà quella delle 20 viene saltata ma va beh) ovvero 90 minuti al giorno di radio (con servizi proposti comunque 15 volte al giorno uguali, si chiaro)
Poi ci sono i programmi, creati da uno / due conduttori con una piccola redazione di 2 o 3 persone
E c'è il Falco e il Gabbiano di Ruggeri, registrato, che occupa d'estate 2 ore al giorno da solo (letteratura raccontini etc)
Giannino da solo fa mezz'ora da solo (ore 16.30 orario più sbagliato non si potrebbe trovate) e un'ora / un'ora e mezza con Milan, al mattino, che è bravissimo... ma non è un giornalista: è un conduttore - è un Mentana della Radio, solo più simpatico.
EPPURE
la radio, a differenza del giornale, va bene
E' piena di pubblicità
Ed è diversa dal giornale, per commercialisti,
Solo che, così com'è, si potrebbe / dovrebbe fare con meno giornalisti e si potrebbe / dovrebbe fare MOLTO MEGLIO con questi giornalisti, che potrebbero essere inviati nei posti (Radio24: zero inviati se non al concerto di Vasco)
Un esempio Radio All News con decine e decine e decine di inviati? BBC NEWS che sa raccontare il mondo, TUTTO
Ok non c'è la Zanzara (che è divertente, a piccole dosi) ma per il resto vuoi mettere...
8.7.17
Sulla figura del dj nel 2017
5.7.17
Ancora sullo Show biz e su come il successo sia quasi tutto ciò che i più cercano
Show biz e dintorni
3.7.17
Ciao Paolo Villaggio
1.7.17
9.6.17
5.6.17
31.5.17
procrastination
30.5.17
Una vita meravigliosa
(Lev Tolstoj).
20.5.17
il giusto lamento
18.5.17
Infelicità
16.5.17
SERVIZIO CIVILE
4.5.17
Crogiuolarsi
2.5.17
la lezione dello show business
SAPERE E SUCCESSO
Quando facevo il direttore di palco all'Auditorium di Milano (ovvero spostavo gli strumenti e lavoravo per i musicisti, non è che facessi il figo), una volta parlando con un operaio di bergamo di una certa età (io avevo tipo 28 anni, lui una cinquantina, cinque di più di quelli che ho io oggi) venne fuori che sono laureato
Da quel minuto in poi lui non voleva più che spostassi pesi perché per lui la laurea rappresentava una specie di traguardo inarrivabile, da preservare - ero in imbarazzo assoluto, mi sentivo come un coglione ma oggi lo capisco
Un po' come l'intellettuale di inizio '900 o dell' 800: erano gente che aveva i soldi e la possibilità di PENSARE, mentre i più potevano solo lavorare come matti... ma erano anche originali, gente che magari mangiava appena ma voleva pensare o fare l'artista (mi viene in mente Van Gogh)
Oggi invece, cos'è il SAPERE? Cos'è un INTELLETTUALE?
Sulla rete, uno che pensa e che studia (io lo faccio poco ma un po' si), uno che fa l'artista senza tanti soldi è considerato fondamentale un: COGLIONE INTEGRALE
Soprattutto sulla rete
Perché ciò che conta è solo e soltanto il SUCCESSO
Ovvero i soldi e la fama
Non è che prima fosse splendido, ma oggi mi sembra che le possibilità della rete vengano viste soprattutto come PALCOSCENICO e non come fonte pressoché splendida ed infinita di cose da imparare, scoprire
Fine del pippone
LT
27.4.17
Correre
26.4.17
2.4.17
Riflessioni sulla musica registrata
In Africa, si fermavano i villaggi per settimane, ai tempi delle prime radio a pile in AM ed FM. Perché la musica prima la suonavano solo live quando c'è la festa. Questa, del freemium che diventa premium, ovvero a pagamento, con tutta la musica che vuoi a 10 euro / dollari al mese, è una seconda rivoluzione. "Tutta" la musica registrata sempre disponibile a prezzi bassi. Questa cosa avrà anche dei lati negativi. Ma in un mondo in cui ci sono: X Factor, Talent Show Amici e Nemici mi sfugge davvero quali (CAZZAROLA) siano.
30.3.17
l'artista, l'artigiano e il budget
Nell'arte, musica compresa, chi determina il successo è solo il pubblico. Ma l'artista non può fare scelte solo o soprattutto "per il pubblico". Quello lo fa la produzione industriale.
L'artista professionista, che è sempre anche artigiano, interiorizza i gusti del pubblico (pagante) e li concretizza in opere almeno un po' innovative che in fondo rappresentano una sola cosa: se stesso.
Anche il cinema hollywoodiano, opera collettiva in cui il budget conta molto, alla fine la visione degli artisti è spesso fuori di testa. Un film coraggioso come Arrival non incassa 200 milioni di dollari costandone 50 perché gli artisti hanno fatto tanti calcoli. Hanno cercato di fare un film innovativo, forte, strano. E hanno vinto.
L'artista che vince resta artista e osa, spesso, anzi quasi sempre.