19.7.17

comune sentire

come uso i social

Al di là del lavoro, uso i social per fissare i miei pensieri, trovare informazioni, pensare meglio. Le opinioni altrui, di solito, non mi interessano, se appartengono banalmente a quelle della maggioranza, che vuole dire la sua su tutto ma in realtà di suo non ha nulla. E' comune. E' risentire. Anzi: il comune sentire, su quasi tutti gli argomenti, lo sento già prima di iniziare ad informarmi per cui quando lo vedo espresso dei kommenti mi annoia mortalmente.

15.7.17

I no-vax probabilmente non studiano

I no-vax probabilmente non studiano

Se uno passa la vita a studiare e leggere di un argomento poi non si stupisce se in un altro molto complicato deve affidarsi quasi del tutto al sapere ufficiale condiviso (scienza)

Se invece ogni giorno si sta al cazzeggio sui social senza leggere e studiare ogni parere ed ogni idiozia ha più o meno lo stesso livello 

Col piffero 

Leggendo i grandi, parlo di storia filosofia sociologia etc ti accorgi che non è così 

Arrivi al loro incredibile livello imparando cose a cui non saresti mai arrivato e capisci quanto sei piccolo

13.7.17

riflessioni su Radio24 e giornalismo

riflessioni su Radio24 e giornalismo 

i giornalisti sono tra le categorie meno produttive del pianeta

Radio24 ha decine e decine di giornalisti, che, tutti insieme producono delle news radiofoniche di circa 5 minuti ogni ora, dalle 6 a mezzanotte (dalle 1 alle 5 repliche)

18 news di 5 minuti (in realtà quella delle 20 viene saltata ma va beh) ovvero 90 minuti al giorno di radio (con servizi proposti comunque 15 volte al giorno uguali, si chiaro)

Poi ci sono i programmi, creati da uno / due conduttori con una piccola redazione di 2 o 3 persone

E c'è il Falco e il Gabbiano di Ruggeri, registrato, che occupa d'estate 2 ore al giorno da solo (letteratura raccontini etc)

Giannino da solo fa mezz'ora da solo (ore 16.30 orario più sbagliato non si potrebbe trovate) e un'ora / un'ora e mezza con Milan, al mattino, che è bravissimo... ma non è un giornalista: è un conduttore - è un Mentana della Radio, solo più simpatico.

EPPURE

la radio, a differenza del giornale, va bene

E' piena di pubblicità

Ed è diversa dal giornale, per commercialisti, 

Solo che, così com'è, si potrebbe / dovrebbe fare con meno giornalisti e si potrebbe / dovrebbe fare MOLTO MEGLIO con questi giornalisti, che potrebbero essere inviati nei posti (Radio24: zero inviati se non al concerto di Vasco)

Un esempio Radio All News con decine e decine e decine di inviati? BBC NEWS che sa raccontare il mondo, TUTTO

Ok non c'è la Zanzara (che è divertente, a piccole dosi) ma per il resto vuoi mettere...

8.7.17

Sulla figura del dj nel 2017

Sulla figura del dj nel 2017


Io sono normale. Scrivo in modo normale ma professionale (è il mio lavoro). Non mi offende chi scrive peggio di me, ovvero meglio del 90% delle persone. Se fossi Dante Montanelli o Simenon (quello di Maigret) mi dovrei sentire offeso per chiunque nello scrivere non raggiunge il mio livello geniale, ovvero TUTTA l'umanità.

La presenza dei VIP in console è (anche) un omaggio alla figura del dj. Così come i VIP chef non danno fastidio ai veri chef, sono un omaggio ai veri chef.

Questa cosa la gente normale la sa, la sente, la capisce. Nessuno scambia Paris Hilton per una dj o Roberta Capua per uno chef stellato.

E' che fare il dj è diventato figo. Quasi solo i dj professionisti di livello medio - basso non capiscono ciò che è ovvio. Fare il dj oggi è figo e sembra facile, ma per essere Sinclar o Guetta o Villalobos non basta una vita (e chi ama la musica lo sa bene).

(LT)


5.7.17

Ancora sullo Show biz e su come il successo sia quasi tutto ciò che i più cercano

C'è un sacco di gente che vuol entrare nel mondo dello spettacolo e della comunicazione, dell'editoria (etc). Il 90% delle persone che vuol farlo, per questione di numeri, non ci riesce. 
Non c'è spazio per tutti, perché soprattutto in Italia il pubblico pagante è poco. 
Chi è che riesce? Chi ha talento. Anche solo il talento di avere la faccia giusta che piace al pubblico e poi pian piano si fa una carriera con talento musicale (Jovanotti). 
Non ci sono scorciatoie, conoscenze, amicizie. Ci sono i soldi. Ma chi li fa, chi decide, sa che i soldi arrivano alla fine dal pubblico. E quindi, se vuoi farne, devi produrre qualcosa che al pubblico piaccia. Tipo VINAI e Martin Garrix. 
Quella gente di cui parlavo all'inizio, chi vuol entrare PER FORZA in questo circo dello spettacolo, questo ragionamento per motivi di EGO questo semplice ragionamento non lo capisce.
Anche perché al 90% fa arte o musica o scrive per avere successo, non per altro. 
LT

Show biz e dintorni


 Lo spettacolo è un mondo molto difficile in cui, come nello sport, uno su 100.000 ce le fa. Ma chi ce la fa ha sempre almeno il talento di piacere al pubblico. Chi in questo settore vede altre soprattutto altre cose, ovvero trame ordite sottobanco, soldi che girano, agenti che contano più degli artisti (…), non capisce l'ABC del settore. E' sempre il pubblico che decide.

3.7.17

Ciao Paolo Villaggio

Ciao Paolo Villaggio

Ricordo un bellissimo podcast audio (che non trovo più) in cui Villaggio raccontava come nacque la battuta sulla Corrazza Potemkin (cagata pazzesca): lui e un suo amico non battevano chiodo con le ragazze e pur di far qualcosa andavano pure ai cineforum con dibattito - sempre in quel podcast raccontava dell'odore di un capanno in cui baciò o fece sesso (non è che cambia molto) con una ragazza quand'era molto giovane e di come cercava ancora quell'odore (...) ho perso il podcast ma siccome l'ho sentito 5 o 6 volte lo ricordo abbastanza bene.

Poi ricordo certi dibattiti riproposti dalla Rai con Villaggio vestito con un dolcevita nero che veniva preso a mazzate verbale dai giovani di sinistra, credo a metà anni '70 per il suo Fantozzi - lui era anni luce avanti a tutti, con una dizione perfetta, con una presenza scenica da star, che quasi nessuno oggi gli riconosce, con una ironia garbata che oggi non ricorda più nessuno

Una volta ho pure intravisto Villaggio in discoteca, a Firenze, con una panza enorme, credo abbia sofferto di depressione a tratti, come capita a tanti - ma che conta?

Un artista va giudicato dalle sue opere, dal meglio che ha fatto e Villaggio ha fatto tantissimo, e questo tantissimo ovviamente dai più è stato dimenticato o non capito.




1.7.17

CHE VERGOGNA

L'indignazione è gratis e non serve a un cazzo

9.6.17

domande inutili

se ti chiedi se ne valeva la pena la risposta è sempre no e devi dartela subito

5.6.17

La finction



la felicità non si può fingere, per questo sono quasi sempre incazzato

31.5.17

procrastination

"Una persona saggia inizia ciò che uno stupido rimanda. Entrambi affrontano la stessa attività, ma in tempi diversi."
Lord Acton












30.5.17

Una vita meravigliosa

"Possiamo vivere nel mondo una vita meravigliosa se sappiamo lavorare e amare,lavorare per coloro che amiamo e amare ciò' per cui lavoriamo".
(Lev Tolstoj).

20.5.17

il giusto lamento

Lamentarsi della pochezza del mondo, dai 14 anni in su, è sintomo di pochezza, perché ci vuol pochissimo, dopo quell'età, a capire che al mondo i più valgono poco e/o nulla (soprattutto nulla).

18.5.17

Infelicità

Essere infelice è la condizione naturale dell'uomo che abbia un minimo di capacità cognitiva. La vita, quando va bene, è una lunga tela di cose infelici o noiose, una dietro l'altra (l'ha detto qualcuno). La felicità appartiene per questo sempre al passato, all'istante. Aiuta ad essere felici dirlo, ovvero dire: provo ad essere felice nonostante la marea di melma quotidiana, il nulla che devo sopportare? Sicuramente non fa male.

16.5.17

SERVIZIO CIVILE







SERVIZIO CIVILE 
io ho fatto davvero il servizio civile, 10 mesi all'ospedale del Niccheri vicino a casa, all'Antella (FI) Era il 1996 - 97 non ricordo. Perché l'ho fatto vicino a casa? Perché quando, dopo aver richiesto di fare il servizio civile, con mesi d'anticipo rispetto all'inizio del servizio, chiamai la responsabile del servizio civile di firenze chiedendole se potevo per caso chiedere di essere assegnato alla ASL vicino a casa e siccome NESSUNO l'aveva mai chiamata in anni di lamentele dei vari obiettori (...), mi dette un appuntamento e mi disse: nessun problema - 
Lavoravo dando una mano ai medici del reparto di Nefrologia e Dialisi, soprattutto, dove c'è gente che malattie croniche, con cui avevo pochi rapporti ma vedere malati cronici ogni giorno ti fa dire: sono fortunato. 
Ho visto come va usato internet: i medici lo usavano già tanto, per trovare informazioni, non per il SOLITO CAZZEGGIO (oggi dilagante) e aiutai a correggere le bozze di una ricerca importante sull'epatite che si prende in dialisi (le macchine vanno sterilizzate prima e dopo ogni paziente): quando la si prende è solo per errore umano di chi non pulisce la macchina. 
Siccome poi trovai da fare un corso a milano... mi dettero il permesso di fare 36 ore alla settimana così divise: 7 - 11 lunedì mercoledì e venerdì (12 ore) 8 - 16 martedì giovedì sabato (24 ore): nessun favoritismo anche in questo caso, ma un aiuto a chi aveva tanta voglia di fare e tanta energia (oggi ovviamente a 45 anni non ce la farei)
Fu un periodo difficile, ma utile per me. come del resto tutto ciò che ho fatto nella vita lavorativa e soprattutto da studente, ovvero cercando di imparare alla faccia dei vari perditempo che incontri (ovvero almeno il 60% di chi incontri)
Ricordo anche che tra attese varie etc, ho perso 2 anni di potenziale lavoro per il servizio civile obbligatorio per cui, se torna, deve essere ORGANIZZATO BENE cosa che senz'altro visto che siamo in Italia, NON SARA' 
E ricordiamoci che in Italia un sacco di gente il militare / servizio civile NON LO FACEVA con aiutini VARI - io lo volli fare (potevo non farlo)
Per cui meglio che non torni
Tanto se chi ha voglia di fare dalla vita impara anche senza fare il servizio civile (che per me è stato senz'altro positivo)

4.5.17

Crogiuolarsi

Quando compio un errore, più che le conseguenze di esso, mi dà fastidio l'averlo commesso. Mi crogiuolo nell'errore, sbagliando di nuovo.

2.5.17

la lezione dello show business

lo show biz, il business in cui lo show conta zero (perché è tutto business): ti insegna che 1 quasi tutti son falsi 2 nulla dura sempre 3 non c'è altro

SAPERE E SUCCESSO


Quando facevo il direttore di palco all'Auditorium di Milano (ovvero spostavo gli strumenti e lavoravo per i musicisti, non è che facessi il figo), una volta parlando con un operaio di bergamo di una certa età (io avevo tipo 28 anni, lui una cinquantina, cinque di più di quelli che ho io oggi) venne fuori che sono laureato

Da quel minuto in poi lui non voleva più che spostassi pesi perché per lui la laurea rappresentava una specie di traguardo inarrivabile, da preservare - ero in imbarazzo assoluto, mi sentivo come un coglione ma oggi lo capisco

Un po' come l'intellettuale di inizio '900 o dell' 800: erano gente che aveva i soldi e la possibilità di PENSARE, mentre i più potevano solo lavorare come matti... ma erano anche originali, gente che magari mangiava appena ma voleva pensare o fare l'artista (mi viene in mente Van Gogh)

Oggi invece, cos'è il SAPERE? Cos'è un INTELLETTUALE? 

Sulla rete, uno che pensa e che studia (io lo faccio poco ma un po' si), uno che fa l'artista senza tanti soldi è considerato fondamentale un: COGLIONE INTEGRALE

Soprattutto sulla rete

Perché ciò che conta è solo e soltanto il SUCCESSO

Ovvero i soldi e la fama

Non è che prima fosse splendido, ma oggi mi sembra che le possibilità della rete vengano viste soprattutto come PALCOSCENICO e non come fonte pressoché splendida ed infinita di cose da imparare, scoprire

Fine del pippone

LT

27.4.17

Correre

Mi piace correre nella natura perché faccio un lavoro di testa che mi chiede di temprare anche il corpo. Non corro perché per cercare me stesso perché mi sono trovato da tempo e non sono così interessante. Il percorso che si fa correndo (o passeggiando che è uguale) è molto più interessante. Se potessi scegliere, la prossima vita vorrei viverla come quercia o come falco. Una volta sulla Maddalena, a 30 minuti di corsa da Brescia (mica ad alta quota), due falchi si sono levati in volo a un paio di metri da me e se ne sono andati per i fatti loro in direzioni diverse. I falchi non hanno paura di niente, manco di una cosa che corricchia lentamente in salita verso di loro. Le querce se ne stanno per i fatti loro, sono specializzate in quello.


26.4.17

gioventù bruciata

Voler sembrare giovani è umano, ma così stupido (LT)