18.9.19

Il problema dello stato italiano? lo stato

No. il primo gigantesco e credo irrisolvibile problema dello stato italiano non è l'evasione fiscale, che esiste in tutti gli stati del mondo, sia pure in forma diversa e in parte minore (Apple non paga tasse in USA e non fa dividendi, stesso discorso Google che fa la sede in Irlanda etc): è lo stato stesso. Statali, dipendenti pubblici, politici, amministratori (...) troppo spesso non solo non lavorano e/o rubano magari facendo il secondo lavoro "in nero". Quelli sono reati. Troppo spesso chi fa parte dello stato lavora malissimo, lavora poco, lavora pensando prima ai fatti proprio e solo dopo al motivo per cui lavora. Esagero? Assolutamente no. Basta pensare a come lo stato paga i suoi fornitori onesti. Basta pensare alle differenze salariali tra cui lavora tanto e bene (la maggioranza degli statali) e chi non fa quasi nulla ma timbra il cartellino (una purtroppo non così piccola minoranza) e segue il suo (cappero di) MANSIONARIO.

16.9.19

Aver ragione

Aver ragione non sempre serve, dice Federico Zampaglione in "Per me è importante". Ed è vero: chi si sente a posto al 100%, giudicando dal suo piedistallo, sbaglia tutto. Chi non sa, è trafitto dal dubbio, malinconico e pensoso su cosa fare e spesso non sa scegliere (perché tranne poche piacevoli situazioni il bene / male assoluto non esiste) serve, fa, è. Nelle questioni importanti, chi non ha sentimenti contrastanti, chi agisce in una direzione unica, di solito lo fa perché è più comodo.


13.9.19

lo scopo della mia vita ?

Chiara Ferragni e il suo mondo da fiaba pieno di hater (che sa monetizzare)

Quello di Chiara Ferragni non è un mondo da fiaba. Non sappiamo tutto della sua vita. Sappiamo ciò che vuol farci vedere, che magari è quasi tutto, ma non tutto. Ogni singolo post di un influencer di questo livello è frutto di una strategia collettiva (ha un suo team) di marketing. Si chiama influencer marketing ed è una cosa molto seria. Chi fa l'hater viene comunque monetizzato in questo senso. CF ha questi risultati perché è un editore di successo e la sua testata (da riempire di pubblicità, unica fonte di reddito) è la pagina Instagram di CF e ha pure CF come testimonial. CF ed il suo team, a differenza di ciò che il 99% del suo pubblico e di chi la odia, lavora molto per essere CF. Il punto è un po' come essere una star del cinema o essere un pilota di formula uno: non è che scegli. Ci sono milioni di persone che vorrebbero essere al tuo posto, ma al centro della scena ci sei SOLO TU per meriti e qualità (senz'altro) e una sana botta di C. (che nella vita è sempre essenziale). 

Lorenzo Tiezzi x ltc - lorenzo tiezzi comunicazione lorenzotiezzi.it

Segue il bell'articolo pubblicato dalla Provincia di Cremona e scritto dal suo direttore Marco Bencivenga. Titolo: "Chiara, odio ingiustificato. Il successo non è una colpa". 

In un'altra città probabilmente le avrebbero già costruito un monumento. O dedicato una piazza. A Cremona no. A Cremona ogni volta che appare o si cita Chiara Ferragni qualcuno storce il naso. Qualcun altro fa lo spiritoso. I più illuminati, addirittura, si indignano. Di cosa non ci sa. Però si indignano. "E cosa avrai mai fatto per meritare tante attenzioni?", si chiedono invidiosi. Già. Cosa ha fatto in vita sua Chiara Ferragni? Semplice: partendo dal nulla, è diventata una delle "influencer" più famose del mondo, secondo Forbes la numero uno indiscussa nel campo della moda. Dagli Stati Uniti alla Cina, da Londra a Parigi, da Rio de Janeiro a Stoccolma, ogni suo post su Instagram fa tendenza e sposta consumi. E per questo vale oro. Secondo Money.it oltre 50 mila dollari al colpo, non male considerato che in media ne pubblicato cinque o sei al giorno. Certo, su Instagram ci sono personaggi che guadagnano molto di più perché hanno molti più followers: Kylie Jenner (la più piccola delle sorelle Khardashian) ne ha 145 milioni, Ariana Grande 163, Cristiano Ronaldo 182, Justin Bieber 118, Neymar 125, Dwayne Johnson 156 milioni. Ma prima di essere influencer, questi campioni di popolarità sono stelle del calcio o della musica, top model, divi del cinema. O miliardari di famiglia. Chiara Ferragni, invece, è semplicemente se stessa, l'ex ragazza del liceo del "Manin", la figlia del dentista nata e cresciuta all'ombra del Torrazzo, prima di frequentare la Bocconi, aprire un blog che parlava di scarpe e spiccare il volo verso la gloria internazionale. Wikipedia oggi la definisce una "imprenditrice". Come Emma Marcegaglia o Miuccia Prada, la signora dell'acciaio e la stilista che mezzo mondo c'invidia. Non c'è da sorprendersi. Nel suo piccolo, la "signora Fedez", moglie del rapper italiano più famoso, è presidente e amministratore delegato di tre importanti società (The blond salade, Tbs Crew e Chiara Ferragni collection), ha una propria label con tanto di negozio monomarca nel quadrilatero di Milano, offre lavoro a uno stuolo di dipendenti e collaboratori e impegna un'intera squadra di commercialisti per gestire i numerosi contratti pubblicitari di cui è titolare: testimonial di marchi di prestigio come Swarovski, Evian, Lancome, Pantene, Amazon Moda, Pomellato, Intimissimi e Calzedonia, Chiara Ferragni è considerata una delle donne più influenti del mondo, è stata la prima fashion blogger ad apparire sulla copertina di Vogue, ha ispirato una special edition della celebre bambola Barbie, è stata un caso di studio della Harvard Business School e all'ultimo Festival del Cinema di Venezia, dove nei giorni scorsi è stata accolta come una diva, ha interpretato se stessa nel biopic più atteso nelle sale cinematografiche italiane del prossimo autunno. A 32 anni, insomma, vanta un "cv" di livello assoluto. Certo, si può eccepire sulla funzione sociale di una influencer, si può dibattere sulla degenerazione di una società in cui apparire conta più dell'essere (ma se uno non è, difficilmente appare), ci si può legittimamente interrogare sulle ragioni di tanto successo senza trovare una risposta. Però, il successo è innegabile. Perentorio. Planetario. E allora, anziché fare gli spiritosi ("I Ferragnez in piazza Duomo? Un motivo in più per non uscire di casa", ha ironizzato qualcuno sabato pomeriggio commentando il post su Facebook de La Provincia dedicato alla passeggiata di Chiara, Federico e mamma Marina fra via Solferino e piazza Stradivari per far scoprire Cremona al piccolo Leone; ma anche "Oggi in città inquinamento alle stelle" e "A saperlo andavo a tirarle uova marce", per non parlare della marea di insulti gratuiti che abbiamo dovuto censurare), forse i cremonesi dovrebbero essere orgogliosi di avere una concittadina così famosa nel mondo. Proprio come gli abitanti di Tavullia sono orgogliosi di Valentino Rossi o i pisani di Andrea Bocelli. Del resto, gli stessi cremonesi non l'hanno già fatto in passato con le celebri "3T" (Turòon, Toràs, Tetàs) o con l'immensa Mina, non a caso universalmente conosciuta come "la tigre di Cremona"? Perché invece con Chiara Ferragni sono così critici e ostili? Soltanto le fotografie di piazza Duomo che ha pubblicato sabato su Instagram, viste da oltre 17 milioni di followers, valgono più di qualsiasi campagna pubblicitaria che il Comune di Cremona potrebbe mai ideare per promuovere l'immagine turistica della città nel mondo. Se nel corso della sua giornata "a casa" Chiara avesse letto e mostrato anche una copia de La Provincia, l'avremmo ringraziata in eterno. Magari (magari!) lo farà la prossima volta... Per adesso accontentiamoci di sbirciare la sua vita così straordinaria e al tempo stesso così normale dalla finestra che lei stessa ha aperto sul suo mondo da fiaba. Senza invidia e senza ipocrisia. Perché il successo non è mai una colpa. Anche se per molti è la più difficile da perdonare.




10.9.19

Censura ai tempi dei social

CASA POUND e FORZA NUOVA fuori da Facebook e Instagram? LA CENSURA è fascista (e la prossima volta magari censurano Saviano, che è anti proibizionista)

Non va chiuso proprio niente.

Su Forza Nuova e Casa Pound, che mai ho votato e mai voterò: se per lo stato italiano tali formazioni politiche sono legali, perché mai Facebook si mette a fare censura? La censura è fascista per definizione. La censura qui la perfezionò, ricordiamolo, un certo Mussolini, prima giornalista (ovveroesperto di parole e idee) e poi fascista dittatore (esperto di potere). 

Saviano ha le sue idee, condivisibili o meno (io di solito NON le condivido) ed è giusto che le diffonda come vuole. Io sull'anti proibizionismo in linea di principio sono del tutto d'accordo. Su come applicarlo ovviamente ci sono mille modi e difficoltà, ma fare peggio di oggi la vedo molto dura. 

La droga e l'alcol sono ovunque ad ogni ora. Anche se lo stato proibirebbe la vendita della droga h24 e la vendita di alcol dopo le 3 di notte pure in discoteca... i ragazzi bevono fuori dalle auto nei posteggi, cosa che è, ricordiamolo, perfettamente legale e cosa di cui, nei fatti, TUTTI SE NE FREGANO COMPLETAMENTE. 

Stesso discorso per la droga: chi la cerca la trova ovunque: sottocasa, è più facile procurarsela che comprare cibo su JustEat.

8.9.19

anarchia unica via


W L'ITALIA

Quando lo "stato" italiano tratta un cittadino perbene come un pezzo di merda buono solo da vessare con imposte inique fa un danno enorme. Perché quel cittadino per bene, che non è un coglione, diventa un "cittadino" come sono quasi tutti gli italiani, ovvero gente che se ne strafotte dello stato e della società e fa solo e soltanto i cazzi suoi

mi scuso per non aver trovato parole più volgari nei confronti della macchina statale

non credo nel terrorismo non sarò mai violento

credo però che l'unica speranza sia l'anarchia, per rispondere alla reale anarchia corrotto e statalista del 'stato italiano'

ci vorrebbe la rivoluzione di tutto, a partire dalle imposte indirette 

ci vorrebbe il licenziamento in massa di tutti gli apparati burocratici

ci vorrebbero 10 anni di difficoltà che forse diventerebbero un futuro di normalità

non succederà

le uniche vie per chi non ha la fortuna di essere geniale nel lavoro e inventarsi la Nike o la Apple è l'anarchia e trattare lo stato per quello che è 

una macchina da rottamare che rappresenta solo se stesso

6.9.19

mie piccole regole per la sopravvivenza della razza umana


Spazzatura Differenziata in modo perfetto

Pulire qualche volta gli spazi pubblici vicini a casa (l'esempio conta più del rimprovero)

Poca carne rossa e meno latticini di mucca (l'allevamento intensivo dei bovini e l'effetto serra sono oggettivamente correlati)

Docce molto brevi con poco sapone, poco riscaldamento, poca aria condizionata

Non ricomprare cose che possono essere riparate (e pochi vestiti buoni)

Quando possibile acquistare dai piccoli produttori e non solo al supermercato

Acqua in bottiglia di plastica sono come eccezione

Aereo meno possibile 

Auto in città solo come eccezione 

Preferire se possibile treno e traghetti all'auto 

18.8.19

selfie prima di annegare

Non è la mia idea di giornalismo, pubblicare la foto di tre ragazzi, due dei quali moriranno poco dopo annegando nel lago di Iseo.

Non capisco dove stia la notizia.

Se continuiamo così, e sta succedendo, resisteranno solo Pornhub, Instagram e MAI (MAI) tutto ciò che ci fa riflettere o capire. I media editoriali, i giornali, l'aristocrazia dei media, quella che puoi LEGGERE e RILEGGERE finché non capisci sono tutti schierati politicamente. Sono quasi sempre dedicati ad un pubblico di over 50. Non hanno quasi più inviati COMPETENTI nei luoghi in cui succedono le cose. Hanno schiere di KOMMENTATORI che dall'alto del loro nulla scrivono il loro PARERE prima e al posto dei fatti.

Se poi ci mettiamo insieme le foto dei morti, i famosi che muoiono, Salvini in costume, Renzi che fa la contromossa, il PD che si spacca, la crisi etc... perché dovremmo leggere?

PS la foto è del Giornale di Brescia (ripresa dall'Eco di Bergamo), giornali comunque sempre ben fatti

PPS la stampa locale mi sembra di solito fatta MEGLIO di quella nazionale e importante


13.8.19

Rocca San Casciano

A Pasqua andavamo sempre a Rocca San Casciano per la super riunione di una parte della mia famiglia, quella di mia nonna Elena. Io e mia sorella non avevamo mica mai tanta voglia. Ma non c'era scelta. Però poi si andava e la giornata passava bene. Oggi non si va mica più. Le sorelle di mia nonna non ci sono più, mia nonna neppure. E siamo tutti così impegnati. Si partiva sempre da Firenze sud, dal Chianti quasi, spesso in colonna. Anche 5 o 7 macchine. Si perdeva sempre qualcuno. Ci si fermava spesso al muraglione, in cima all'appennino, dove faceva quasi sempre freddo. I grandi prendevano un caffè. Anche ad aprile si bubbolava. Qualche volta si passava da Forlì dove vivono ancora in diversi di quella parte della famiglia. Ma non sempre. Si mangiava invece sempre in un ristorante del centro del paesino, c'era un sacco di gente e mio zio veniva addirittura da Roma, quasi sempre con mio cugino. Mia zia invece non veniva, mi sembra. Non mi ricordo molto del cibo, da bambino e da ragazzino te ne freghi, ma c'erano di sicuro dei tortelli. Buoni. Da qualche parte ho rivisto delle foto di me coi capelli lunghi e ricci e una giacca marrone con spalline al top. Anni "80 purissimi. Mia nonna aveva un fratello prete, che credo sia arrivato ad essere tipo Monsignore. Li in zona, a Rocca, se mi ricordo bene riuscì addirittura a far costruire un cinema. Era molto amato dai parrocchiani e forse ancora di più dalle parrocchiane. Senz'altro quando se ne andò al funerale ci furono un bel po' di alti prelati. Mi dissero che era tutto un frusciare di drappi di sera rossa su tuniche nere, tutto un cantare con un certo stile. Chissà se dall'altra parte si vedono ancora. Dall'altra parte come sarà? Sarà almeno un pochino meno evanescente che qua? Ti giri un attimo e sei tu quello con le responsabilità. E zero capelli.




Sent by Lorenzo Tiezzi ltc mobile +393393433962 ufficiostampa@lorenzotiezzi.it

2.8.19

L'importanza di essere educati (e non)


Fa parte di una buona educazione sapere quando sia opportuno essere maleducati. Joan Fuster

31.7.19

Due persone annegate nel lago d'Iseo in pochi giorni

quando sei bagnino per un periodo della tua vita lo resti per sempre...
Ogni persona che annega sembra per me un problema personale
Vorrei poter essere lì e tuffarmi
Non fate cose al largo in mare o al lago se davvero non siete esperti nuotatori
Perché questa persona non aveva il giubbetto?
Io ho fatto canoying in 3 metri d'acqua, dove è IMPOSSIBILE perché affogare eppure avevo il giubbetto ed ero con una guida perché non ne capisco un c. di fiumi
Non so come si fa sci nautico
Non so manco guidare un gommone
So solo nuotare
Ho solo salvato delle persone più volte
L'uomo non è un pesce
Affogare in acqua è la cosa più naturale che c'è
così come per un pesce morire fuori dall'acqua

https://www.giornaledibrescia.it/sebino-e-franciacorta/disperso-nel-lago-d-iseo-ore-di-angoscia-per-moglie-e-figli-1.3386036?fbclid=IwAR28cxt-8vcFxDMr4SfXbExlNi_c54h1UnlPtRCRLLspjDm86NH7fTC-CcI

15.7.19

umorismo etico

"Il senso dell'umorismo è il modo migliore per conservare la dignità nei momenti difficili. Il senso dell'umorismo è una qualità etica."

14.7.19

Il Jova inquina (proprio come me)

moralismo comunista a profusione e alcune considerazioni interessanti in questo lunghissimo e pochissimo denso articolo. Jovanotti mette insieme da sempre "Malcom X e Madre Teresa", non si può pretendere che sia lui a fare tutto giusto, siamo noi come società ad essere tutti da riformare. Non sfrutta certo i volontari, né lui e manco la Coop, Jovanotti. Io ieri sono andato in montagna, a 2800 metri, dove la natura è perfetta. Ci sono andato in auto da Brescia e poi a piedi - ho guidato da solo per 3 ore inquinando e poi ho comminato. La prossima volta arriverò magari a 2000 e non 2800 cercando però di guidare meno.  Non mi sento santo. Non credo che i grandi concerti in luoghi come spiagge o montagna siano una buona idea perché inquinano troppo. Questo è il problema. Da domani andrebbero proibiti e ogni fonte di inquinamento sottoposta a strettissimo controllo: TUTTO. Treni aerei auto. Ma è il mio parere. Mediamente l'auto la prendiamo anche per fare 500 metri da soli. 




13.7.19

il lavoro dell'artista


Un artista deve provare a fare del suo meglio per intrattenere il pubblico per un 50%. Per l'altro 50% deve puntare a quello che il pubblico non sa ancora di sognare, volere, amare. L'artista a volte deve anche far paura, creare terrore, può essere repellente. 

2.7.19

IL COMANDANTE CAROLA (con l'accento sulla o), SALVINI, il POTERE, L'ITALIA, l'OVVIA SOLUZIONE DEL PROBLEMA MIGRANTI



A differenza di tanti, di troppi, non ho idee così sicure e certe su migranti, Salvini, ONG. Credo che il comandante Carola Rackete (l'accento è ovviamente sulla O quindi si dice Caròla, in italiano, in tedesco non so: che belle le parole, c'è il giusto e lo sbagliato, almeno nelle parole è semplice) stia comunque meglio fuori che in galera. In galera stanno bene i delinquenti. Lei è una attivista, una che forza le regole, che prova a farci capire come le cose che i potenti come Salvini ci dicono in fondo NON funzionano.

Mi fa anche piacere vivere in un paese in cui il potere giudiziario e quello esecutivo sono così ben distinti. Il potente di turno A (Salvini) può dire e fare tutto il c. che vuole. Alla fine certe cose NON le decide lui. C'è un altro potere.

Per quanto continuerà ad essere così?

Gli italiani mi sembrano affascinati dalla semplificazione delle cose, più che dalla semplicità e dai fatti. Un problema non fondamentale come quello dei migranti sembra essere diventato centrale.

Non è colpa dei migranti se siamo in crisi nera.
Se non c'è lavoro.
Se la produttività dell'Italia fa schifo.
Se i media non raccontano la realtà.
Se ci mettiamo quasi un anno a buttare giù quel che resta di un ponte crollato per colpa dello stato e di autostrade, che litigano tra loro sulla nostra pelle.

Sui migranti, io ho la soluzione: blocco navale e controllo italiano del territorio libico (anche tramite l'esercito) per qualche settimana mentre tutto il nostro governo va a Bruxelles ad incatenarsi da qualche parte dicendo che non possiamo fare tutto noi. In 2 settimane si risolverebbe tutto. In Libia non c'è la democrazia da sempre, ora non c'è manco uno stato. Se non fai qualcosa di forte il problema non verrà risolto mai. Ovviamente dopo aver "risolto" la situazione in Libia, devi pure scendere nel Centro Africa, da dove arrivano i migranti, capendo la situazione di paese in paese, mettendo un minimo di ordine e cercando di far partire un processo democratico.

E' difficile? Certo.

Perché invece i morti sono facili?

Lo faranno? Ovviamente no.

Continueranno, anche da sinistra, i nostri politici a parlare a caso.

E noi abbiamo altro da fare.

La Bellezza Eterna

La morte non è sempre sofferenza. la morte è l'assenza della vita. negli ultimi istanti a volte mente e corpo si rassegnano e la fiammella vitale si spegne. basta vedere qualsiasi essere vivente deceduto da poco: corpo e volto non sono sempre una maschera. quello che rende grande, anzi eterna, questa opera artistica è la mano che accarezza per sempre una ragazza che non ci sarà più. L'eternità dei fiori sul suo capo, un'eternità che se non in pietra dura un paio d'ore. meglio un paio d'ore vere o la pietra che vediamo qui ancora oggi? l'eternità è comunque un'idea, un ricordo, un'astrazione (Lorenzo Tiezzi)

"La Bellezza Eterna" è un'opera della quale non si conosce la data precisa, si suppone 1650/1710, la sua storia è molto toccante, un nobile dell'epoca vide spegnersi lentamente la fiammella della Vita di sua figlia e ordino ad un'artista di riprenderla proprio il giorno della sua morte, il destino volle che il suo volto non subì trasformazioni particolari nonostante le sofferenze patite dalla giovanissima figlia. Nb: questa è una copia dell'originale. (Quindi non presenta deterioramento)
(Alessandro Tonet)




30.6.19

30 giugno 2019 - Capitano mai Capitana, Formula 1

30 giugno 2019 - Capitano mai Capitana, Formula 1



Una settimana in giro per la Toscana. meno tempo per Facebook, che uso per lavoro e mi "tira dentro" per altro... e più tempo per lavorare in mezzo alla gente (cosa che di solito non mi capita, purtroppo) 

Ecco alcune brevi riflessioni. 

Carola della Sea Watch è il capitano della nave. Non la capitana. La capitana non è italiano. Lo dicono tutti? Ovviamente no. Prova a dire "capitana mi scusi, posso uscire prima? Ho un impegno personale" a una persone che indossa la divisa se sei di grado inferiore. 

Leclerc è stato sbattuto fuori da Verstappen, la Formula Uno è ormai inguardabile. I commentatori non si sbilanciano più e non danno manco informazioni.



19.6.19

il momento giusto


"The best time to plant a tree was 20 years ago. The second best time is now". (Chinese say)