2.7.19

IL COMANDANTE CAROLA (con l'accento sulla o), SALVINI, il POTERE, L'ITALIA, l'OVVIA SOLUZIONE DEL PROBLEMA MIGRANTI



A differenza di tanti, di troppi, non ho idee così sicure e certe su migranti, Salvini, ONG. Credo che il comandante Carola Rackete (l'accento è ovviamente sulla O quindi si dice Caròla, in italiano, in tedesco non so: che belle le parole, c'è il giusto e lo sbagliato, almeno nelle parole è semplice) stia comunque meglio fuori che in galera. In galera stanno bene i delinquenti. Lei è una attivista, una che forza le regole, che prova a farci capire come le cose che i potenti come Salvini ci dicono in fondo NON funzionano.

Mi fa anche piacere vivere in un paese in cui il potere giudiziario e quello esecutivo sono così ben distinti. Il potente di turno A (Salvini) può dire e fare tutto il c. che vuole. Alla fine certe cose NON le decide lui. C'è un altro potere.

Per quanto continuerà ad essere così?

Gli italiani mi sembrano affascinati dalla semplificazione delle cose, più che dalla semplicità e dai fatti. Un problema non fondamentale come quello dei migranti sembra essere diventato centrale.

Non è colpa dei migranti se siamo in crisi nera.
Se non c'è lavoro.
Se la produttività dell'Italia fa schifo.
Se i media non raccontano la realtà.
Se ci mettiamo quasi un anno a buttare giù quel che resta di un ponte crollato per colpa dello stato e di autostrade, che litigano tra loro sulla nostra pelle.

Sui migranti, io ho la soluzione: blocco navale e controllo italiano del territorio libico (anche tramite l'esercito) per qualche settimana mentre tutto il nostro governo va a Bruxelles ad incatenarsi da qualche parte dicendo che non possiamo fare tutto noi. In 2 settimane si risolverebbe tutto. In Libia non c'è la democrazia da sempre, ora non c'è manco uno stato. Se non fai qualcosa di forte il problema non verrà risolto mai. Ovviamente dopo aver "risolto" la situazione in Libia, devi pure scendere nel Centro Africa, da dove arrivano i migranti, capendo la situazione di paese in paese, mettendo un minimo di ordine e cercando di far partire un processo democratico.

E' difficile? Certo.

Perché invece i morti sono facili?

Lo faranno? Ovviamente no.

Continueranno, anche da sinistra, i nostri politici a parlare a caso.

E noi abbiamo altro da fare.

La Bellezza Eterna

La morte non è sempre sofferenza. la morte è l'assenza della vita. negli ultimi istanti a volte mente e corpo si rassegnano e la fiammella vitale si spegne. basta vedere qualsiasi essere vivente deceduto da poco: corpo e volto non sono sempre una maschera. quello che rende grande, anzi eterna, questa opera artistica è la mano che accarezza per sempre una ragazza che non ci sarà più. L'eternità dei fiori sul suo capo, un'eternità che se non in pietra dura un paio d'ore. meglio un paio d'ore vere o la pietra che vediamo qui ancora oggi? l'eternità è comunque un'idea, un ricordo, un'astrazione (Lorenzo Tiezzi)

"La Bellezza Eterna" è un'opera della quale non si conosce la data precisa, si suppone 1650/1710, la sua storia è molto toccante, un nobile dell'epoca vide spegnersi lentamente la fiammella della Vita di sua figlia e ordino ad un'artista di riprenderla proprio il giorno della sua morte, il destino volle che il suo volto non subì trasformazioni particolari nonostante le sofferenze patite dalla giovanissima figlia. Nb: questa è una copia dell'originale. (Quindi non presenta deterioramento)
(Alessandro Tonet)




30.6.19

30 giugno 2019 - Capitano mai Capitana, Formula 1

30 giugno 2019 - Capitano mai Capitana, Formula 1



Una settimana in giro per la Toscana. meno tempo per Facebook, che uso per lavoro e mi "tira dentro" per altro... e più tempo per lavorare in mezzo alla gente (cosa che di solito non mi capita, purtroppo) 

Ecco alcune brevi riflessioni. 

Carola della Sea Watch è il capitano della nave. Non la capitana. La capitana non è italiano. Lo dicono tutti? Ovviamente no. Prova a dire "capitana mi scusi, posso uscire prima? Ho un impegno personale" a una persone che indossa la divisa se sei di grado inferiore. 

Leclerc è stato sbattuto fuori da Verstappen, la Formula Uno è ormai inguardabile. I commentatori non si sbilanciano più e non danno manco informazioni.



19.6.19

il momento giusto


"The best time to plant a tree was 20 years ago. The second best time is now". (Chinese say)





10.6.19

QUANDO TUTTO VA DA DIO (O MALISSIMO, CHE E' UGUALE)


Quando tutto va veramente male, ma veramente male (o veramente bene, bene), l'unica cosa che conta è affidarsi all'eternità dell'amore o dell'arte. O all'eternità dell'amore dell'arte. O alla stupidità effimera dello sport, la cosa più inutile del mondo. Quando va tutto come deve andare (di merda o da Dio) affidarsi al cuore, al nulla, al sentimento, alla cosa più cretina da fare sembra essere l'unica opzione. Per me. Poi ognuno faccia un po' come gli pare, che a dar consiglio si passa pure per sbruffoni.

7.6.19

Perché si scrive



Non si scrive perché si ha un'idea. Si scrive perché non si sa fare altro.


(Da "Una Pura Formalità" di Giuseppe Tornatore)

PERCHE' SERVE STUDIARE



Studiare serve a capire che le cose che all'inizio non capisci. Poi, dopo averle studiate, le capisci. Lo studio ti mette ogni giorno in confronto con il genio altrui e la tua piccolezza. C'è quasi sempre qualcuno che ti spiega le cose, prima che tu le capisca. E poi c'è l'ovvio: per avere una opinione, per potersi esprimere, se non sei un genio, PRIMA devi sempre studiare a lungo. Uno col piffero che è uguale uno, quando le cose contano. Fatti operare tu da uno che non ha studiato tanto perché "secondo lui gira così".


17.5.19

14.5.19

SPORT ARTE PASSIONI


SPORT ARTE PASSIONI

Si corre o si fa un altro sport e/o si suona "tanto" quando si è adulti e vaccinati perché lo sport, l'arte se fatta con il cuore (...) sono molto semplici. Se corri per dare solo il tuo meglio, se suoni solo per te, il risultato c'è sempre. Non le medaglie, non l' "eternità" della vittoria o del successo ma il momento perfetto in cui il sasso rimbalza sull'acqua 4 volte prima di inabissarsi per sempre. Non è il caso che fa rimbalzare il sasso: sei tu, che provando e riprovando 1000 volte al giorno ci riesci.

Perché durare tanta fatica per quell'attimo? Boh. C'è a chi piace.

Perché?

Non c'è nessun segreto, non c'è nessuno scopo profondo.

Non è fare volontariato.

C'è solo il piacere assoluto e immotivato di fare una cosa.

Tra l'altro quasi sempre mentre fai arte e sport ti trovi a confronto con chi è MOLTO più bravo di te e all'inizio è un gran giramento di palle. Poi capisci che la tua forza è proprio quella. Sei debole, però ci sei. Sei debole e apprezzi la forza, anche quella altrui. E non molli. E capisci.

Non ci sono di mezzo i soldi. Le conoscenze. I risultati. La famiglia. Gli "amici". Non c'è nient'altro che la sua passione. E' molto più facile allenarsi per correre 30 ore che organizzare una vacanza o un progetto di lavoro mettendo d'accordo 5 persone quando sai che hai fatto bene.

Quella è "fatica sprecata", l'arte e lo sport danno sempre risultati, se ami il percorso per la perfezione. Che dura un istante. Per annegarsi splendidamente nel nulla. E ricominciare. Ancora.

7.5.19

NAPOLI TASSO OMICIDI: I NUMERI

NAPOLI TASSO OMICIDI: I NUMERI

Nel 2017 il tasso di omicidi è stato di 0,58 omicidi per 100.000 per un totale di 355 omicidi in calo dell'11% rispetto ai 397 del 2016. A titolo di confronto, questo rende il tasso di omicidi in Italia circa di 1/10 rispetto a quello degli Stati Uniti. L'Italia, rispetto agli omicidi, è più sicura anche di Finlandia, Francia, Islanda, Australia, Canada e Regno Unito ed è all'incirca sugli stessi livelli di sicurezza di Spagna, Germania e Paesi Bassi (da Wikipedia)

Il primato negativo assoluto nel 2016 va alla provincia di Rovigo (2,9 omicidi per 100mila abitanti), seguita da numerose province del Mezzogiorno come Foggia (2,2), Napoli, Nuoro, Vibo Valentia e Trapani (1,8). (da Stylo24)



Tasso omicidi a Napoli ogni 100.000 abitanti, un po' di storia:

1989 - 1991: 7,93
2013 - 2016 3,16 (a Milano 1, a Genova 0,55 a Bari 1,84)

da Piacenza online:

https://www.piacenzaonline.info/sicurezza-italia-omicidi/

6.5.19

TEORIA E PRATICA DELL'UFFICIO STAMPA PER LORENZO TIEZZI, IL “MITTTICO” (3 T) “FONDATORE” DI LTC

TEORIA E PRATICA DELL'UFFICIO STAMPA PER LORENZO TIEZZI, IL "MITTTICO" (3 T) "FONDATORE" DI LTC 
 
In teoria l'ufficio stampa fornisce informazioni precise sui propri clienti agli operatori dei media seguendo un minimo di strategia. La pratica del lavoro dell'ufficio stampa consiste invece in due fasi. La prima è litigare con ogni cliente per due motivi 1) il cliente assilla il PR con informazioni e richieste inutili 2) il cliente non spende manco 5 minuti al giorno (sono 25 minuti a settimana, mica zero) nel fornire materiale adatto ai media, ma comunque dall'alto della sua "competenza" discute la strategia e ogni singolo step del lavoro del PR. Il risultato è che i comunicati stampa, se va bene, dicono poco e/o contengono qualche piccola inesattezza. Ovviamente ogni minima e trascurabile inesattezza per il cliente diventa un errore madornale e categorico, un danno d'immagine assoluto, etc. La giornata invece l'ufficio stampa la conclude litigando (bonariamente) con i giornalisti, che prima ti chiedono una cosa urgente e poi per qualche motivo (sia pur nobilissimo) questa cosa non viene pubblicata. In alternativa, quella cosa viene pubblicata, ma solo perché ti viene fatto un favore (anche se te l'avevano chiesta loro).

(versione di teoria e pratica aggiornata al 6 maggio '19)

4.5.19

GOMORRA COME UNA TRAGEDIA GRECA: NON PUO' CHE FINIRE TUTTO TRA LACRIME E SANGUE


I greci andavano a godersi le tragedia sapendone già la trama. Erano quindi spettatori esigenti. Godevano della recitazione, della messa in scena, dei dialoghi, della qualità dello spettacolo (...). Non dovevano scoprire chi è l'assassino per emozionarsi (giallo). Non dovevano sorbirsi un inutile fluire di rotture e riconciliazioni come in Beautiful (telenovela). 

Quando invece noi "evoluti" contemporanei ci sorbiamo una serie credendo che essa sia l'apice dell'intrattenimento e dello show biz assoluto della storia dell'umanità (si si, certo), sappiamo che in realtà è comodissimo seguire una serie perché i personaggi sono più o meno gli stessi? Sappiamo che la pigrizia culturale e creativa sembra essere la principale caratteristica dello spettatore contemporaneo?

Per fortuna tra un reality e un talent show, programmi più lontani che mai dalla musica o dall'arte o dal talento (tutti), Gomorra ci dà una speranza.

Gomorra, prodotto italiano, non è, ovviamente la rappresentazione realistica di Napoli. Non rappresenta affatto la criminalità, che non uccide più (lo dicono i numeri, basta informarsi). 

Gomorra, immenso prodotto italiano che supera in tutto i Troni di Spade e decine di serie americane "di culto", proprio come una tragedia greca, ci dice, soprattutto con la morte di Donna Patrì e pure di Ciro L'Immortale (o tornerà?), che non c'è speranza. Ci dice che tutti crepano, SEMPRE senza motivo, perché gli Dei vogliono così. Che solo Genny, il più cattivo di tutti (per ora) può sopravvivere. 

Genny, che nell'ultima puntata della serie 4 è diventato immenso. Più grosso dello schermo. Gli occhi non gli tremano più: ha deciso, sa e fa.

Non ci sono buoni, ci sono solo i cattivi e più cattivi e se non l'hai capito, guarda guarda fuori della finestra e poi guardati dentro. E' tutta fiction o gli Dei ci vogliono male e solo il più cattivo sopravvive? Ti senti davvero tanto più buono di loro? 

(Lorenzo Tiezzi)




29.4.19

Cospirazione e isteria

Tratto dall'articolo "Il Fascino del Complotto" di Marcello Flores, dall'inserto Letture de Il Corriere Della Sera del 28 aprile 2019


23.4.19

decidere

Nessuna decisione è sbagliata. L'unico vero errore è vegetare senza decidersi. Quasi altrettanto grave non cambiare idea mai, per orgoglio e pigrizia.

17.4.19

I tempi difficili e la speranza


"I tempi difficili mi hanno aiutato a capire, meglio di prima, quanto la vita sia infinitamente ricca e bella in ogni senso, e che così tante cose per le quali uno si preoccupa non sono di importanza alcuna." 
Karen Blixen

12.4.19

Caduta e sogno

Devi avere degli obiettivi irrealizzabili. Devi essere come i fiori di ciliegio a primavera. Devi cadere

(Aldo Rock)

11.4.19

mezzi pubblici simbolo del disatro italiano

A Brescia il 4,2% dei passeggeri non paga il biglietto sui mezzi pubblici. A Milano poco oltre il 5%. A Firenze il 14%; a Roma e Bari siamo al 33%. La media, che non vuol dire un c, dice 20%.

E le multe? "le aziende di trasporto pubblico riescono a incassare solo il 30% delle multe che infliggono".

Ci vuole la rifondazione di questo paese di m. e della testa delle persone, non solo dello stato. Che comunque fa schifo.

8.4.19

Talento

Il talento è solo la voglia di fare qualcosa. Tutto il resto è sudore, traspirazione, disciplina. Jacques Brel

felicità quotidiana


 essere felici per me è una scelta consapevole /  una scelta quotidiana consapevolmente folle / perché la vita è infelicità / le stronzate altrui sono sempre inferiori alle mie / e il mio "genio", il mio parere sulle cose supera sempre, dentro di me, il parere ed il "sentire altrui" 

6.4.19

stupidità e successo

 Le persone che hanno problemi nella vita spesso sono meno stupide ed egocentriche delle altre. Se sei una star, tutti ti danno sempre ragione. Se sei una ragazza nera con un lavoro precario ogni minuto di ogni ora ti fai domande. detto questo, non credo che in questo momento siamo più razzisti di ieri. Semplicemente, lo si può dire di più, grazie ai social. Semplicemente, la nostra piccola italia, nei fatti più sicura, sta diventando multi culturale e tanti hanno una paura fottuta di perdere qualcosa. Una piccola cosa personale: se potessi reincarnarmi in qualcuno vorrei essere Jessie Owens, che vince alla Olimpiadi naziste del '36. Visse una vita difficile perché era nero, ma quei 10 secondi al cospetto del Baffo Hitler -