12.12.22

LAVORARE SUL TITANIC (lo stato)

Mi lamento sempre della macchina stato, che credo sia un malato in stato terminale.

Tuttavia, alcuni che nello stato ci lavorano, lavorano non bene, ma benissimo.

I professori di mia figlia Penelope, alla Scuola Media Pascoli di Brescia, li considero eccezionali. Stesso giudizio (con qualche dubbio solo sulla gestione della pandemia) per le sue insegnanti alle elmentari, scuola Ugolini.

Tutti gli insegnanti che ha avuto si meritano almeno 8/10.

Se mia figlia, che sta scegliendo la scuola superiore, si affaccia al futuro così speranzosa e serena, così tranquilla (e giustamente un po' agitata), mica è solo merito della famiglia.

E' merito anche o soprattutto della scuola pubblica.

Chi lavora con i ragazzi (lo so perché ho insegnato nuoto per anni, ed è stato il mio lavoro più bello, ma allora non lo sapevo, è stato il mio primo lavoro) è più fortunato degli altri, ma chi lavora con tale entusiasmo e competenza SU UNA BARCA CHE STA AFFONDANDO (E AFFONDERA' NON C'E' NESSUNA SPERANZA) merita ogni lode.

Che barca? E' ovvio. Lo stato itagliano.

Lavorano sul Titanic e lavorano bene.

Brescia è un'isola felice, lo so e Firenze e Bologna pure (le città in cui ho abitato e studiato di più), però per ripartire bisogna AZZERARE il resto dello stato e ripartire dalla loro energia.

Tanto non succederà e affonderà tutto comunque prestissimo ma chi può combatta con la voglia di queste persone. Facendo il proprio lavoro oltre ogni limite di sopportazione.